Olgiate, 96 iscritti all’Università degli adulti hanno fatto visita al Cern di Ginevra

Iniziative Un viaggio nel futuro per gli studenti del territorio: «Sensazione di essere al centro della scienza»

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Olgiate Comasco

Un viaggio tra scienza e futuro. Novantasei iscritti all’Università degli adulti di Olgiate Comasco hanno visitato il Cern di Ginevra. Hanno avuto come guida d’eccezione il fisico Marco Dallavalle, docente e componente del Consiglio di gestione dell’Università degli adulti, che per quasi 45 anni ha lavorato e tuttora collabora con il più importante centro mondiale di ricerca sulla fisica delle particelle.

Suddivisi in gruppi di dodici persone, con quattro accompagnatori fra cui l’ingegnere informatico olgiatese Luca Mascetti, hanno compiuto un viaggio nel cuore dell’esplorazione dei segreti della materia e delle forze che regolano l’universo. «Ci hanno spiegato come è nato l’universo e la sua attuale forma – racconta Maria Rita Livio, presidente dell’Università degli adulti - Abbiamo sempre pensato all’universo come una distesa piatta, invece la sua struttura su grande scala somiglia a un groviglio di filamenti. Il groviglio che simula l’universo in movimento, con ogni pezzo che pulsa in modo indipendente, rappresenta il caos primordiale. E’ un’immagine di grande effetto».

Attività di laboratorio

Durante la visita hanno scoperto come sono progettati e costruiti gli acceleratori di particelle, fondamentali per esplorare i misteri dell’universo. «Abbiamo potuto conoscere da vicino le attività svolte nei laboratori e approfondire il funzionamento del Large Hadron Collider, l’acceleratore di particelle più grande e potente al mondo, situato in un tunnel sotterraneo a una profondità di circa cento metri – aggiunge Livio - Ci è stata mostrata una riproduzione dell’acceleratore in scala uno a due, “tagliato a fette”, per farci comprendere l’incredibile tecnologia nascosta sotto terra». La parte centrale del percorso è stata dedicata ad Atlas, uno dei principali rivelatori del Cern, noto per aver contribuito alla scoperta del bosone di Higgs. Hanno partecipato a esperimenti interattivi e attività immersive. Hanno visitato alcuni laboratori del Cern, in particolare la fabbrica dell’antimateria, dove la scienza estende le frontiere della conoscenza, cercando di comprendere l’equilibrio tra materia e antimateria.

Visori

Muniti di visori, hanno compiuto l’eccezionale esperienza di viaggiare nel mondo delle particelle, approfondire i principi della fisica quantistica e dell’origine dell’universo, ma anche vedere, girando il capo, l’intera città di Ginevra e la “caverna” del Cern con i ricercatori che si muovevano e salivano con il montacarichi. «Pareva di essere sopra le loro teste – commenta Livio – Siamo rimasti tutti molto affascinati dalla visita al Cern. Ambiente fortemente cosmopolita che riunisce migliaia di fisici, ingegneri, tecnici e ricercatori da tutto il mondo. Abbiamo percepito la straordinaria sensazione di essere al centro della scienza, in un luogo d’eccellenza dove si fa ricerca di frontiera nel campo della fisica delle particelle che ha generato rivoluzionarie ricadute sull’informatica e medicina, in particolare per la cura dei tumori. I ricercatori del Cern ci hanno invitato a farci portavoce dell’appello che il mondo della scienza ha bisogno di giovani ricercatori che portino nuova linfa a progetti che ridefiniscano i confini della conoscenza umana». Si replicherà la visita, in primavera, con un altro centinaia di iscritti all’Università degli adulti.

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