Olgiate, parco nel mirino dei vandali. Un’altra serie di danni

Il caso Divelta una fontanella, imbrattate le panchine. Sono state strappate anche le poesie appese agli alberi

Olgiate Comasco

Parco di villa Peduzzi nel mirino dei vandali, saranno intensificati i controlli nei parchi cittadini. Non bastassero i danneggiamenti ad arredi e attrezzature ginniche, sono state strappate e asportate anche tavolette di legno su cui sono state impresse poesie appese sugli alberi del polmone verde cittadino.

Non è purtroppo la prima volta che le fontanelle vengono rotte, o comunque usate in modo non consono.

La situazione

Nelle ultime settimane i vandali si sono accaniti sulla fontanella vicino ai bagni pubblici. «Qualche settimana fa erano state riattivate le fontanelle nei parchi, che erano state chiuse nel periodo invernale - spiega il sindaco Simone Moretti – Poco dopo la rimessa in funzione, la fontanella nei pressi dei servizi igienici nel parco di villa Peduzzi era stata divelta. Era stata subito sistemata e sul finire della scorsa settimana è stata di nuovo sradicata. Intollerabile». Nella stessa zona, a febbraio, era stata vandalizzata l’area fitness all’aperto inaugurata lo scorso dicembre: era stato spaccato il monitor della bicicletta da esterno munita di applicazione digitale per la gestione della pedalata, rotta la leva per regolare l’altezza del sellino e sporcata la panca.

Danneggiamento tuttora visibile in quanto si attende il ripristino, del quale è stata incaricata la ditta Kompan Italia S.r.l. per un importo di 1.522 euro comprensivo di Iva. Tanto costerà alla comunità la sostituzione del monitor. Nel parco di villa Peduzzi anche le panchine in tempi diversi sono finite nel mirino: imbrattate e una, un paio di anni fa, sradicata e spostata a ridosso della recinzione a confine con l’Istituto superiore Terragni.

L’amarezza

L’inciviltà non conosce neppure il rispetto per un gesto gentile e romantico come quello compiuto da Matteo Antonio Rubino, 47 anni, impiegato bancario con la passione per la scrittura (ha già all’attivo alcune pubblicazioni) e una particolare sensibilità ecologica. Sull’esempio del movimento artistico e culturale spontaneo che diffonde poesia negli spazi urbani e quotidiani, noto come “Guerriglia poetica”, negli scorsi mesi ha iniziato ad appendere sulle piante e sulle panchine sue poesie impresse a fuoco su rondelle di legno. Ne ha sparse qua e là per il parco di villa Peduzzi circa un centinaio e ogni settimana in media ne sparisce un paio. Un bosco poetico apprezzato dai più, tranne da una minoranza di vandali. «Ho iniziato a realizzare queste tavolette di legno con le mie poesie raccolte in vent’anni e più – racconta Rubino – In pausa caffè, girando per il parco di villa Peduzzi e vedendo che c’è gente che imbratta anche alberi secolari, lascia in giro immondizia, cartoni della pizza, bottiglie e fa danni, ho iniziato a mettere accanto a queste brutture mie poesie, come a dire che si può fare qualcosa di bello dove c’è il brutto. Le ho messe sugli alberi e sulle panchine. Anche il mio è un “atto illecito”, sono un “vandalo” a fin di bene».

Poesia che i veri vandali strappano e asportano. L’autore ha risposto con ironia, con un messaggio ai “ladri” di poesie: «Non rubarmi, fotografami».

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