Presunte convenzioni irregolari. No alla commissione d’indagine
Cadorago. La maggioranza ha bocciato in aula la richiesta delle minoranze. Il sindaco Clerici: «Della vicenda ero informato e ho condiviso la scelta»
Lettura 1 min.Cadorago
Non sarà istituita nessuna commissione consiliare d’indagine, in relazione all’esposto presentato il maggio scorso dalla segretaria generale del Comune di Cadorago, Laura Cairoli, alla Procura Regionale della Corte dei Conti della Lombardia con oggetto convenzioni urbanistiche e atti d’obbligo.
Il no è arrivato dalla lista civica di maggioranza, “Vivi Cadorago – Lega – Noi Moderati”, durante l’ultima seduta di consiglio comunale convocata lunedì. Il sindaco, Paolo Clerici, si è astenuto. Il giorno dopo la seduta ha dichiarato al nostro giornale. «Mi sono astenuto, perché sono al di sopra delle polemiche strumentali».
L’interrogazione
Solo i tre gruppi d’opposizione hanno votato a favore: “Lista Civica Futura – Fratelli d’Italia – Forza Italia”, Gruppo Misto e Progetto Comune. Avevano presentato compatti l’ordine del giorno. Le convenzioni urbanistiche citate nell’esposto riguardano tre ambiti strategici: AS8 via Giovio/via Petrarca, AS7 via Vittorio Veneto e AS14 via Diaz. Al centro del documento ci sarebbero presunte irregolarità nelle convenzioni urbanistiche e nella gestione delle opere negoziali. «Ho sentito tante falsità sull’esposto alla Corte dei Conti, come se fosse contro il sindaco o la giunta – ha dichiarato in aula il primo cittadino – Si tratta di un’attività di controllo e verifica: compito dei funzionari, dovere del segretario generale».
Il sindaco è stato informato passo passo. «Il 7 maggio 2026, a conclusione dell’attività di verifica, ho ricevuto da Laura Cairoli l’esposto e la comunicazione che avrebbe trasmesso gli atti alla Corte dei Conti la settimana successiva – prosegue il sindaco - Io ho subito risposto: «Benissimo, concordo, proceda». L’esposto l’ho letto e approvato pienamente». Federico Assogna, di “Lista Civica Futura”, ha replicato duramente. «La commissione è uno strumento di controllo, ruolo che deve ricoprire un consiglio comunale – ha dichiarato Assogna – Potrebbe esserci un possibile danno erariale, ci saranno procedure processuali. Non basta dare la colpa ai tecnici, si tratta anche di scelte politiche. Il no alla commissione significa avere paura di quello che potrebbe emergere». Gabriele Gigliotti di “Progetto Comune”. «Accettare l’istituzione della commissione, significa essere in buona fede e non avere nulla da nascondere». Rosa Maria Muraca, capogruppo di maggioranza, ha spiegato le ragioni del no. «I fatti sono già stati trasmessi alla Procura della Corte dei conti, un’azione del segretario generale in accordo col sindaco – spiega Muraca – Dal fronte tecnico spetta proprio al segretario generale il ruolo di controllo periodico e la trasmissione delle risultanze anche al consiglio comunale. Inoltre il consiglio ha funzioni di indirizzo e controllo politico amministrativo e non di accertamento. Non è una procura».
© RIPRODUZIONE RISERVATA