Protezione civile e Terre di frontiera. Missione efficienza: sì all’alleanza
Olgiate Via alla collaborazione per rafforzare la capacità di intervento in caso di emergenza. L’accordo interessa sei Comuni
Lettura 1 min.Olgiate Comasco
Il gruppo comunale di protezione civile di Olgiate Comasco si rinforza: siglato un accordo di collaborazione per le attività di protezione civile con il gruppo intercomunale “Terre di frontiera”, entrambi dotati di una solida struttura operativa.
Lo scopo è ottimizzare le risorse già disponibili nei singoli Comuni favorendo la condivisione di strumenti, competenze e servizi sia in presenza di eventi emergenziali che nelle attività ordinarie. Si punta a rafforzare la capacità di intervento in caso di emergenza, favorire lo scambio di competenze, risorse e personale volontario, promuovere attività comuni di formazione, esercitazione, sensibilizzazione.
«Con il gruppo intercomunale “Terre di frontiera” già collaboriamo, ma per rendere questa sinergia più stabile e funzionale si è deciso di istituzionalizzarla con un formale accordo di collaborazione – spiega Filippo Castellini, coordinatore del gruppo di Olgiate, operativo anche su Castelnuovo Bozzente e Beregazzo con Figliaro - Il territorio è vasto e le iniziative sono tante per cui è utile poter contare su un supporto reciproco, in caso di necessità, sia per le emergenze che per le attività ordinarie come manifestazioni, prevenzione incendi e assistenza alla popolazione. Queste forme di collaborazione permettono anche di acquisire una maggiore conoscenza dei territori su cui si va a operare, che è preziosa quando si deve intervenire per qualche situazione di emergenza».
Il gruppo di protezione civile di Olgiate dispone di ventisei volontari, quattro mezzi e varie attrezzature, mentre il gruppo “Terre di frontiera” (opera su Bizzarone, Faloppio e Uggiate con Ronago) di oltre una trentina di volontari, una quindicina di automezzi, cinque carrelli rimorchi e attrezzature importanti come una piattaforma aerea e una idrovora.
I due gruppi si sono già supportati in occasione di grossi eventi e situazioni di emergenza; lavorano in sinergia anche per l’antincendio boschivo gestito dalla Provincia di Como, fornendo un volontario a testa per coprire il turno di servizio.
«L’unione fa la forza – dichiara Fermo Rigamonti, coordinatore del gruppo “Terre di frontiera” - Concetto da cui è nato il processo che abbiamo iniziato tempo fa, che ora abbiamo formalizzato e intendiamo incrementare per perseguire gli obiettivi di previsione, come lo studio e l’analisi dei rischi sul territorio; di prevenzione, come mettere in atto azioni preventive per eliminare o ridurre gli effetti dei rischi precedenti; di soccorso, con gli interventi in fase di emergenza in aiuto della popolazione e del territorio; e di superamento dell’emergenza, con le azioni volte al ripristino della normalità».
Ogni gruppo manterrà la propria autonomia operativa e organizzativa. Sarà istituito un Comitato di coordinamento composto da sei volontari, compresi i due coordinatori. Le attività comuni saranno pianificate tramite riunioni periodiche del Comitato di coordinamento. Ogni gruppo è responsabile per il proprio personale, mezzi e attrezzature durante le attività.
Indipendentemente dal territorio nel quale si opera, i costi sostenuti per le attività sono in carico a ogni singolo gruppo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA