Cronaca / Olgiate e Bassa Comasca
Venerdì 02 Gennaio 2026
Roberto e Graziella, addio insieme
Uggiate con Ronago. In tanti, parenti e amici, all’ultimo saluto della coppia trovata morta in casa il 20 dicembre. Il ricordo: «Hanno donato tanto amore e hanno seminato doni di attenzione cristiana nel loro vivere quotidiano»
Uggiate con Ronago
Due bare di legno chiaro sono deposte ai piedi dell’altare nella chiesa parrocchiale di Uggiate.
Quasi si sfiorano i due cuscini di rose, bianche e rosse su una, rosate sull’altra, composizioni floreali a terra, accanto fiammeggia un cero rosso. Sono ancora fianco a fianco Roberto e Graziella, come lo erano vent’anni fa, da sposi appena benedetti nella chiesa dell’Assunta a Drezzo, come lo sono stati in famiglia e nel servizio alla Comunità.
Per quattro volte, il celebrante ripete: «Accoglili, Signore, Tu che li hai uniti nel sacro vincolo del matrimonio» durante la cerimonia iniziata con la recita del Rosario dei Misteri della gioia: «Siamo nel periodo di Natale», spiega don Roberto Scognamiglio, il vicario che guida la preghiera alla Vergine e proprio sul quarto mistero, la presentazione di Gesù al tempio, si spalanca il portone del tempio parrocchiale ed eccoli, i gusci che avvolgono due vite compiute insieme. Per tutto il rito, il portone rimarrà spalancato per i fedeli che s’assiepano fuori e tra le navate, ma diventa un simbolo: non c’è confine tra Cielo e terra, tra Dio e l’umanità, tra gli abbracci nella Comunione dei Santi richiamata nella Liturgia. Il Maestro Andrea Schiavio dà respiro all’organo e la Corale della Comunità intona «Sia gloria nei Cieli, sia pace sulla terra », un inno natalizio, un inno di speranza. «La loro esistenza si trasformerà in un canto di lode nella Liturgia del Cielo», dice il parroco don Sandro Vanoli che celebra la Messa con Don Marco Cairoli, don Roberto, Don Marco Nogara, don Loris Flaccadori, don Gianluigi Vercellini, don Sergio Bianchi, don Alex Di Biase, don Roberto Secchi, don Simone Bernasconi e, alla fine, ad uno ad uno scenderanno dall’altare per benedire Roberto e Graziella con l’aspersorio d’acqua santa. Al Signore che viene è dedicata l’Epistola e il Vangelo parla della Resurrezione di Lazzaro e della promessa di Cristo: «Chi crede in me, vivrà in eterno». Ma dov’è il Signore nel momento del mistero della vita e della morte? «E’ qui con noi ». riflette don Sandro nell’Omelia. Si rivolge ai figli Damiano, Giuliano e Serena e alle loro famiglie: «Dio è con voi, nel silenzio, nello sconforto e non vi chiede di essere forti, ma di lasciarvi accompagnare da Lui. Non ci salva evitandoci la sofferenza – continua – ma abitandola con noi. E’ un Dio che condivide le lacrime».
Ciò che conta è l’Amore, sottolineano le preghiere dei fedeli. Una: «Graziella e Roberto hanno donato tanto amore ed hanno seminato doni di attenzione cristiana nel loro quotidiano andare, senza far rumore, ma sempre insieme. Il bene offerto con generosa fede continui a germogliare nella nostra Comunità». Tra le citazioni dei Santi, San Michele, il Santo di Trevano, da sempre località dei due sposi. «In gioventù, portavo su in bicicletta la Graziella da Trevano ad Uggiate. L’era una tusa», raccontava lui come non la sapeva raccontare nessuno. Era pienezza di vita. Neppure la morte li ha separati.
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