Travolto dopo aver aggredito la sua ex
Locate Varesino. Nessun’auto pirata nell’investimento mortale tra venerdì e sabato di Azedine Manni. Vittima finita a terra, forse volontariamente, dopo una lite. Unico indagato il diciottenne che l’ha investito
Lettura 1 min.Locate Varesino
Non c’è alcun’auto pirata, nell’investimento che ha portato alla morte di Azedine Manni, nella notte tra venerdì e sabato. Anzi, l’auto che si è allontanata dal luogo della tragedia era quella della ex compagna della vittima che, poco prima dell’incidente, era stata aggredita dalla vittima.
È una storia complessa e ancora in gran parte da chiarire, quella che poco prima delle due e venti di sabato mattina ha mobilitato ambulanze, elicottero, Carabinieri in via Cesare Battisti. La ricostruzione al momento più gettonata dagli inquirenti è quella di una tragedia causata, in buona parte, dalla stessa vittima. Che dopo la violenta lite con la ex, si sarebbe steso volontariamente a terra. Poco prima che sopraggiungesse la Mini One che ha travolto e ucciso Manni. Al volante un diciottenne.
La ricostruzione
Secondo le testimonianze raccolte dai Carabinieri della stazione di Mozzate, la dinamica sarebbe la seguente. Azedine Manni, 36 anni, originario del Marocco e residente a Locate Varesino, avrebbe avuto un litigio particolarmente animato nel cuore della notte e in mezzo alla strada con la ex compagna, una giovane di 29 anni anche lei residente in paese. La donna si trovava a bordo di un’auto, una Yaris. Manni si trovava per strada. Nel corso della lite l’uomo avrebbe afferrato per i capelli la sua ex. Quest’ultima, però, è riuscita a divincolarsi e a ripartire con la propria auto, fuggendo.
A quel punto Manni è finito a terra. Sempre stando alle testimonianze raccolte, si sarebbe sdraiato in mezzo alla strada volontariamente. Un corpo steso, al buio, nel cuore della notte, in mezzo alla strada: questo si sarebbe trovato di fronte il diciottenne operaio di Mozzate che si è ritrovato sotto inchiesta per omicidio stradale.
L’impatto, violento e inevitabile, ha causato lesioni gravissime a Manni. Trasferito d’urgenza all’ospedale di Varese, è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico nel cuore della notte, terminato però con il suo decesso.
L’inchiesta
L’autopsia sul corpo della vittima, che dovrebbe essere conferita oggi o al massimo domani dal pubblico ministero di turno alla Procura di Como, potrebbe fornire qualche indizio in più.
In attesa di capire meglio la sequenza degli avvenimenti che hanno preceduto l’investimento (la lite, la fuga, la caduta a terra: accidentale o volontaria?), c’è una sola certezza: l’accusa di omicidio stradale a carico del diciottenne di Mozzate che era alla guida della Mini. Un destino davvero assurdo, perché il ragazzo, che aveva la patente da meno di un anno e che - di conseguenze - avrebbe dovuto trovarsi al volante con un tasso alcolico pari a zero, era reduce da una serata con amici e non aveva resistito a bersi una birra. Sufficiente per far muovere l’etilometro e per far scattare l’accusa anche di guida in stato di ebbrezza.
Per lui, patente ritirata e sospensione che rischia - solo per la guida in stato di ebbrezza - di durare fino a 8 mesi.
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