Proposta dell’Alveare: «Una casa per ospitare le persone disabili»
Olgiate. L’idea lanciata dal presidente al Comune per avere l’area a fianco della sede in comodato d’uso. «Sarebbe un aiuto per farli vivere in autonomia»
Lettura 1 min.Olgiate Comasco
Una struttura residenziale per persone con fragilità nell’area comunale di fianco alla sede dell’associazione L’Alveare, a Olgiate Comasco.
Non è ancora un progetto, ma un’idea da strutturare su input di Raffaele Cantacesso, presidente dell’associazione L’Alveare che da 45 anni si occupa del tempo libero di persone con disabilità organizzando gite, eventi, iniziative varie e soggiorni estivi. E’ il “sogno” per il 50esimo de L’Alveare accarezzato dal presidente Cantacesso, che trova una sponda nel Comune proprietario dell’area in via Magistri Cumacini, a fianco della sede dell’associazione. Terreno su cui si intenderebbe realizzare un centro residenziale per garantire l’autonomia e l’inclusione sociale delle persone con disabilità quando i genitori o i familiari non possono più occuparsene. Il modello di riferimento è quello delle soluzioni di abitare condiviso, per permettere agli ospiti di vivere in un contesto accogliente e mantenere un grado di autonomia in base alle proprie abilità, con il supporto di educatori e operatori socio-sanitari che aiutano nelle attività quotidiane. Struttura pensata per gli utenti che già usufruiscono dei servizi de L’Alveare, ma aperta anche ad altre persone con fragilità.
Il progetto
«Se il Comune ci concedesse in comodato d’uso l’area adiacente alla nostra sede in via Magistri Cumacini si potrebbe realizzarla lì. Una struttura a disposizione anche di altre associazioni – spiega Cantacesso - I nostri ventisette utenti cominciano ad avere una certa età e i genitori invecchiano; una struttura residenziale per il Dopo di Noi sarebbe utile per aiutare persone fragili a vivere in autonomia per quanto possibile».
Le prospettive
Il sindaco, Simone Moretti, vede con favore il progetto. «E’ tutto da costruire, ma è una bella sfida. L’idea mi piace, perché va a dare risposta a un bisogno che nei prossimi anni diventerà sempre più importante a causa dell’aumento dell’aspettativa di vita delle persone con disabilità e della progressiva carenza di supporto familiare legato all’invecchiamento di genitori e parenti. L’area in via Magistri Cumacini dove c’è il magazzino comunale credo non abbia particolari vincoli urbanistici e potrebbe fare al caso, sfruttando la vicinanza con la sede de L’Alveare che ha già al suo interno servizi come una cucina e un ampio salone. Potrebbe essere concessa all’associazione sulla falsariga di quanto già fatto per la loro sede. Un progetto di tale utilità sociale avrebbe anche possibilità di accedere a contributi partecipando ad esempio ai bandi della Fondazione Cariplo».
Il progetto è impegnativo, ma L’Alveare ha già dato prova di sapere fare rete. «Con un comodato di un euro, è riuscita a riqualificare il primo piano dell’ex Cinema Diana di proprietà del Comune e farne una sede accogliente e funzionale – afferma Moretti – Con tanti sacrifici, iniziative ed eventi di raccolta fondi, numerosi amici e sostenitori sono riusciti a creare una sede che è diventata anche punto di riferimento per altre realtà associative e del territorio. Sarebbe oltretutto una bella rigenerazione urbana di un’area in zona centrale della città».
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