Una folla all’addio di Carlo Faverio. «Ciao Pres, hai dato tanto a Olgiate»

Lutto Chiesa gremita per l’ultimo saluto a un imprenditore molto apprezzato anche nello sport. Il prevosto, don Crosta: «La sua eredità sono i sentimenti seminati in centinaia di giovani atleti»

Lettura 1 min.

Olgiate Comasco

“Ciao, Pres”. Una folla, ieri, ha idealmente salutato così Carlo Faverio, figura di spicco nel panorama sportivo e imprenditoriale comasco, morto a 75 anni.

Nella chiesa parrocchiale, gremita, si sono stretti attorno ai familiari atleti dello Yaka Volley e atlete della Pallavolo Olgiate 1996, “glorie” della Pallavolo Olgiate degli anni della promozione in B1 maschile come Janco Valori, dirigenti del Volley lariano e della Pallacanestro Cantù, fra cui il presidente Roberto Allievi e l’ex presidente Davide Marson, già vice presidente di Cantù Next di cui Faverio era uno dei soci, il sindaco di Olgiate Simone Moretti e rappresentanti dell’associazionismo sportivo olgiatese. Presente anche la “famiglia” della Lariana Carrelli, società che fondò nel 1982 con Attilio Viganò e Mauro Villa, imprenditori e amici rotariani.

«Persona di valore»

Un “presidente” che ha unito generazioni nel nome dello sport e dei suoi valori. Lo ha sottolineato il prevosto, don Flavio Crosta, nell’omelia: «Quello che lascia oggi non sono soltanto società sportive, progetti o successi. L’eredità più grande è quella seminata nelle persone: nei tanti giovani, e altrettanti ormai adulti, che hanno trovato qualcuno disposto a credere in loro e a camminare con loro. Ed è questo il modo più bello per custodire la sua memoria: continuare a vivere quei valori che ha trasmesso con passione, competenza e generosità. Chi ha conosciuto Carlo sa bene che il suo tempo, le sue energie e le sue capacità non le ha custodite per sé. Le ha donate».

«Lo sport, per lui, non è mai stato semplicemente una competizione o una ricerca del risultato, ma un luogo dove educare, far crescere le persone e costruire relazioni. Con la Pallavolo Olgiate 1996, e poi con il progetto Yaka Volley, ha saputo guardare lontano. Ma il suo sguardo è andato ben oltre la propria società: è stato un punto di riferimento per tante realtà sportive del territorio, sempre disponibile a condividere idee, esperienza e passione».

Grande attenzione ai ragazzi

Un’attenzione costante ai giovani. «Non ha inseguito scorciatoie o facili successi, ma ha creduto nella crescita paziente delle persone, soprattutto dei giovani – ha continuato il parroco - Era convinto che il risultato più importante non fosse sempre quello del tabellone, ma quello che maturava nel cuore di un ragazzo o di una ragazza. Per questo parlava di allenamento, di disciplina e di motivazione. Non erano soltanto regole per diventare atleti migliori, ma strumenti per diventare uomini e donne migliori. Chi è passato dalla palestra non ricorda soltanto vittorie, promozioni o campionati. Ricorda un Presidente che sapeva esserci. Esultava, soffriva, incoraggiava. Faceva sentire ciascuno parte di una squadra. E, quando serviva, non mancava neppure quel richiamo deciso, perché voleva bene ai suoi ragazzi e sapeva che educare significa anche avere il coraggio di chiedere il meglio».

Al termine delle esequie il feretro – ingentilito da orchidee, il suo fiore preferito - è stato portato a spalle da ex giocatori della Pallavolo Olgiate e poi salutato al cimitero dai “suoi” ragazzi con un caloroso applauso di affetto e gratitudine.

© RIPRODUZIONE RISERVATA