Valmorea, fugge all’alt dei carabinieri: arrestato poco dopo a casa sua

Prima applicazione della recentissima modifica di legge – inserita nel “decreto sicurezza” dello scorso mese di febbraio – che prevede il reato di fuga, ossia il mancato rispetto dell’obbligo di fermarsi imposto da un pubblico ufficiale

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Valmorea

Prima applicazione della recentissima modifica di legge – inserita nel “decreto sicurezza” dello scorso mese di febbraio – che prevede il reato di fuga, ossia il mancato rispetto dell’obbligo di fermarsi imposto da un pubblico ufficiale. Fuga che deve però avere caratteristiche particolari, quelle di mettere in pericolo l’altrui incolumità, e che può portare ad un arresto in flagranza differita anche di 48 ore.

Ad avere questo primato poco invidiabile è stato Cristian Forcisi, 40 anni di Solbiate con Cagno, che era stato affiancato a Valmorea, all’altezza di via Giacomo Leopardi, da una “gazzella” del Radiomobile della Compagnia di Como dei carabinieri che in precedenza l’aveva notato compiere una manovra non adeguata.

I militari, stando a quanto poi contestato, hanno invitato l’automobilista – fermo al semaforo – ad accostare per controllarlo, ma una volta scattato il verde quest’ultimo si è al contrario allontanato compiendo manovre e sorpassi pericolosi con la contestazione della procura che ha dunque compreso il passaggio cardine dell’aver messo in pericolo l’altrui incolumità. Il fatto è avvenuto nella giornata di lunedì.

I carabinieri nel Radiomobile, dopo aver perso il contatto con l’auto che era una Renault Clio di colore grigio, ripresa anche dalle telecamere, sono però riusciti a risalire a chi la guidava arrivando a casa del sospettato per poi arrestarlo.

Tra le accuse il pubblico ministero Antonia Pavan ha poi aggiunto anche la resistenza e l’oltraggio ad pubblico ufficiale, e questo in seguito alla reazione scomposta e sopra le righe avuta dal quarantenne quando si è trovato al cospetto dei carabinieri nella sua abitazione.

Nel corso dell’allontanamento dal luogo di quello che avrebbe dovuto essere il punto del controllo, il sospettato ha guidato tra Valmorea, Albiolo e Cagno. Dalle verifiche compiute è poi emerso che il quarantenne arrestato aveva un affidamento in prova ai servizi sociali come misura alternativa a quella detentiva.

Nel corso dell’udienza di martedì mattina con il rito direttissimo, che si è tenuta in Tribunale a Como, l’avvocato Simone Gatto che assiste il quarantenne di Solbiate con Cagno, ha chiesto di poter spostare l’udienza ad un’altra data per valutare le scelte processuali. Il giudice nel frattempo ha disposto i domiciliari. «Prendiamo atto della decisione del giudice, che ha escluso la richiesta di custodia cautelare in carcere avanzata dalla pubblica accusa – ha commentato l’avvocato Gatto in una nota – Riteniamo tuttavia che permangano dubbi sulla applicazione della nuova normativa invocata. Non emergono, a nostro avviso, quegli elementi di concreto pericolo per la circolazione che la legge richiede espressamente. Confidiamo ora nel dibattimento».

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