Vandalismi: «Sappiamo chi è, ma non possiamo fare niente»
Lurate Caccivio. Ennesimo episodio in paeseIl protagonista è un uomocon problemi di dipendenzeIl sindaco: «Noi impotenti»
Lettura 1 min.Lurate Caccivio
Ancora danni alla segnaletica e ai cestini presenti sul territorio di Lurate Caccivio.
Non è che l’ennesimo episodio riconducibile a un residente di 49 anni con problemi di dipendenze che si è già reso responsabile di atti come quello della notte fra mercoledì e giovedì, che ha richiesto l’intervento di carabinieri, polizia locale, sindaco e operatori competenti.
«La situazione della persona in questione è nota alle istituzioni e seguita - assicura il sindaco Serena Arrighi - Si sta facendo tutto il possibile, ma interroghiamoci sull’idoneità degli strumenti a nostra disposizione. È da circa un anno e mezzo che questa situazione viene seguita in maniera costante e coordinata. Sono stati coinvolti, a diversi livelli, sindaco, uffici comunali, carabinieri, polizia locale, questura, autorità sanitaria, servizi sociali e, per gli aspetti di competenza, l’autorità giudiziaria. Sono stati effettuati numerosi interventi, attivati i percorsi previsti e ogni volta che si verificano comportamenti illeciti vengono coinvolte le forze dell’ordine e adottati gli atti conseguenti previsti dalla legge. Si sta facendo tutto ciò che, allo stato attuale, è possibile fare».
«Il problema - prosegue - è che situazioni caratterizzate da dipendenza e grave fragilità possono essere estremamente complesse e non possono essere risolte con un unico intervento o con un provvedimento immediato. Ai cittadini chiedo di segnalare tempestivamente alle forze dell’ordine o alla polizia locale quando si verificano danneggiamenti, comportamenti pericolosi o situazioni che richiedono un intervento immediato. Comprendo la rabbia di fronte ai danni provocati e il diritto a vivere in sicurezza e nel rispetto delle regole. Questi comportamenti non vengono giustificati né ignorati».
«Come sindaco continuerò a fare tutto ciò che è nelle mie possibilità - promette Arrighi - Credo però sia arrivato il momento di chiedersi, anche a livello istituzionale più alto, se non sia necessario costruire strumenti nuovi e più efficaci che consentano di tutelare la persona fragile e la sicurezza della collettività. Quando le istituzioni intervengono ripetutamente e il problema continua a riproporsi non significa che nessuno stia facendo il proprio dovere, ma forse dobbiamo avere il coraggio di chiederci se gli strumenti che abbiamo siano davvero sufficienti».
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