Il sogno di Hypnos lungo sedici tappe: paesaggi surreali nel padiglione centrale
Orticolario/Installazioni Uno spazio progettato da due anime diverse. Il potere fantastico del contrasto: piante in habitat nuovi
Lettura 1 min.A rendere fantastica una pianta può essere anche il contesto in cui viene inserita. Mario Mariani e il suo braccio destro, Matteo Boccardo sono partiti da questa intuizione per creare “Hypnos”, l’allestimento del padiglione centrale realizzato con il sostegno di Fondazione Banca Popolare di Milano.
Era dicembre quando hanno iniziato a ragionare sul tema di Orticolario 2026. «Il sogno, per ognuno di noi, è diverso. Siamo partiti da qui: ciascuno ha le sue meravigliose fantasie. Quindi l’idea è stata quella di indurre al sogno chi sarebbe entrato nel padiglione centrale». Lo spazio di Hypnos è stato disegnato «come un’immensa galassia». Al centro l’agorà, che ospiterà le conferenze. Attorno, una spirale di sedici isole, abitate da paesaggi surreali. «Abbiamo cercato di giocare molto sugli elementi che potevano cambiare a seconda delle luci. Ad esempio un deserto con cactus articolati che potesse poi trasformarsi in un fondale marino con la barriera corallina. Oppure piante carnivore, che sono acquatiche, posizionate in paesaggi desertici».
Insomma, giochi visivi e situazioni surreali servono proprio affinchè «chi guarda non abbia delle certezze». Tra le specie vegetali selezionate dai due, ci sono le Alluaudie dal Madagascar, la Moringa, la Kleinia neriifolia delle Canarie, le Sanseviere. Nei micro mondi allestiti «ci saranno anche dei riferimenti culturali, ad esempio dei termitai che ricordano quelli costruiti dalle termiti in Australia, paese dove gli aborigeni hanno il cosiddetto “tempo del sogno”». Per Mariani, che al Vivaio Central Park di Novara maneggia anche specie molto rare, è difficile dire quale sia la pianta più fantastica posizionata in Hypnos. «Saranno fantastiche, certo, ma sarà proprio l’uso a rendere fantastico il tutto, non le piante in sè. Il concetto è questo - svela Mariani -, utilizzare un elemento in un modo che ci porta in un’altra dimensione». Una dimensione che Mariani e Boccardo costruiscono fin dalla scelta del substrato: terra rossa, sabbie bianche, legno bruciato.
Chi passerà dal padiglione centrale è invitato a farsi guidare dall’istinto. «Se riusciamo a fare il nostro lavoro bene, guardando un’isola verrà voglia di guardare l’altra, e l’altra ancora» scherza Mariani, che fa un’ulteriore anticipazione. In linea con altre installazioni di Orticolario 2026, anche l’allestimento di Hypnos prevede una componente sonora, che aiuti a varcare quella soglia del sogno di cui il dio Hypnos, nella mitologia greca, è custode.
L’augurio di Mario Mariani per chi passerà da Orticolario nei prossimi giorni è «che non si fermi a un sogno, ma che diventi, appunto, la realtà».
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