Le vite vegetali che sfidano l’impossibile
Orticolario/Protagonisti L’invito di Alessandra Viola a liberarsi dalla “plant blindness”: «L’intelligenza botanica si manifesta in più strategie»
Lettura 1 min.«In natura esistono piante che sembrano nate dalla fantasia di uno scrittore: capaci di ingannare gli animali, crescere senza luce, diventare più alte del Big Ben, cambiare colore delle foglie come un camaleonte oppure produrle in almeno 10 tipi diversi. Però credo che in realtà tutte le piante siano fantastiche, il tema è imparare ad osservarle».
Per riflettere sulle protagoniste di Orticolario 2026, abbiamo chiesto una mano ad Alessandra Viola, scrittrice e divulgatrice scientifica. A Villa Erba condurrà la conferenza “Un mondo (verde) oltre l’immaginazione” in programma domenica 4 ottobre alle 11.45 nel padiglione centrale. Nell’agorà, cuore della manifestazione, parlerà proprio del fantastico che si nasconde non tanto nell’aspetto esteriore di alcune specie vegetali, ma nelle loro capacità. E allora quest’edizione di Orticolario può suonare come un invito non solo a sognare, ma anche a liberarsi dalla cosiddetta “plant blindness”, ossia «l’idea che le piante siano oggetti inanimati, oppure organismi semplici e passivi, che fanno da sfondo e ornamento alla nostra vita». Perchè in effetti chi come Alessandra Viola ha scelto di dedicare la propria vita allo studio del mondo vegetale, scrivendo persino un libro sulle piante da record, parla di una vera e propria intelligenza botanica. «Si pensa che l’intelligenza sia vincolata all’avere un cervello e un sistema nervoso: non è così. è la capacità di risolvere problemi, e le piante lo fanno continuamente, però ci sono molti pregiudizi».
Aristotele riconosceva che gli organismi del mondo vegetale hanno un animus «però per lui è un animus limitato, derivato proprio dal fatto che l’animus è collegato al movimento. Gli antichi, con delle osservazioni ad occhio nudo che noi non saremmo in grado di fare, si sono accorti che le piante si muovono, ma è un movimento lento, su una scala temporale diversa dalla nostra». Insomma, il “fantastico” non ha a che fare con il lato estetico, è un modo di essere della pianta stessa.
A raccontare ciò, sono proprio alcune specie vegetali ricordate da Alessandra Viola: «C’è la Rosa di Gerico, che può seccarsi completamente, sembrare morta e riattivarsi con l’acqua». O ancora, le tillandsie, che «crescono senza essere radicate a terra e contraddicono un po’ l’idea che noi abbiamo della pianta come organismo stanziale. Potremmo vederle su un palo della luce, o su un albero, ma senza radicarsi, solo appoggiandosi. Alcuni usano appenderle a un filo di nylon, e infatti le chiamano anche “le piante dell’aria”, perchè traggono il nutrimento senza stare in un vaso».
L’augurio di Alessandra Viola a chi questo weekend passerà da Orticolario è: «Imparare ad accorgerci delle piante. Le vediamo come esseri altri, diversi da noi, però sono lì, vivono e fanno le loro cose, possibilmente anche cercando di entrare in relazione proprio con noi».
© RIPRODUZIONE RISERVATA