Natura in formato mini: un’arte lenta per tutti

Orticolario/Espositori Bonsaigers, progetto di due giovani comaschi, entra per la prima volta a Villa Erba. A Eupilio il garden con più di 300 bonsai, online una community mondiale

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Tutto è cominciato quasi per caso, durante il lockdown. Dal desiderio di portare un pezzo di verde, da curare e far crescere, dentro casa. Davide Tosetti e Loris Diotti stavano entrambi terminando gli studi di design quando il bonsai è entrato nelle loro vite. Ora quella parola giapponese è la base del loro progetto imprenditoriale: Bonsaigers, che vive a metà tra il mondo del digitale e un giardino vero e proprio, a Eupilio, dove i due si occupano di circa 300 esemplari.

«Conoscevo i bonsai, ma non sapevo poi effettivamente la tecnica che c’è dietro: sono piante che crescono in vaso e possono essere di qualsiasi specie. Abbiamo iniziato pian piano a ricreare bonsai con le piante del nostro territorio, con le talee, da seme, da margotta, andando a raccogliere in natura». Quell’attività, che è stata «quasi una medicina» ha poi spinto i due ad aprire con spensieratezza una pagina Instagram: Bonsaigers. «Dopo abbiamo deciso di strutturarci sopra un brand, iniziare il garden e fare tutto quello che pian piano stiamo facendo ad oggi. In modo molto organico. È un esperimento continuo».

Scarponcini ai piedi, Davide e Loris hanno passato ore e ore in natura, alla ricerca di piante da adottare. Questo ha fatto sì che la maggior parte degli esemplari fossero autoctoni: «Non sono stati importati dal Giappone, o dall’Olanda, ma è tutto materiale che proviene dalle Alpi. Quindi larici, abeti, faggi, betulle, pini. Questo anche perchè purtroppo negli anni tante piante che sono state importate da altrove hanno portato con sé parassiti, che hanno rovinato le colture, perché arrivando dall’esterno non avevano predatori».

Tornati a casa, nel vivaio, inizia la cura lenta dell’esemplare. Se c’è una cosa che contraddistingue il bonsai da un’altra classica pianta in vaso, è «il fattore artistico».«Sicuramente avendo un background nel mondo del design, questo ci ha colpito sin da subito - raccontano -. Perchè nel processo di trasformazione, tra spazi negativi e proporzioni, ti accorgi di come la pianta presa in natura possa diventare una piccola opera d’arte». Ma Bonsaigers non si ferma agli alberi: quella pagina Instagram creata con spensieratezza ora è una community internazionale, che ha ospitato la prima esposizione online di bonsai al mondo: «Abbiamo artisti dal Giappone, dall’America, dall’Europa che fanno da giudici agli altri centinaia di partecipanti. Un’idea per far mostrare la propria arte a giudici e pubblico, per poi farla competere». Chi partecipa all’esposizione sono le persone più diverse, perchè in effetti secondo i due «il bonsai è alla portata di tutti». Quell’albero, negli anni, «si trasforma all’interno di un piccolo vaso, con radici contenute e un apparato rimpicciolito. Diventa una pratica complicata nel momento in cui si vuole evolvere o si ha a che fare con specie non autoctone. Però se preso come hobby amatoriale si tratta solamente di creare una relazione con una pianta in vaso. È il motivo per cui abbiamo iniziato: portare più natura all’interno di ogni casa»

Per Davide e Loris, sarà un debutto a Orticolario: «Lo stiamo addocchiando da qualche anno come visitatori, abbiamo visto cose interessanti e ci siamo proposti perchè vediamo che i temi dell’evento si sviluppano in una direzione coerente con la nostra. Siamo curiosi di vedere come sarà mostrarsi ai visitatori. Porteremo parecchie piante e i nostri servizi. Lavoriamo anche con il metodo del niwaki, organizziamo corsi per principianti di trasformazione della pianta da zero, vogliamo poi lanciare attività di team building a tema. Ultimamente stiamo maneggiando anche attrezzi dal Giappone dedicati al bonsai, ceramiche d’artista da tutto il mondo, artefatti antichi e le cosiddette viewing stone: rocce raccolte in natura che vengono poi posizionate all’interno delle composizioni bonsai».

Il segreto di Bonsaigers? «Nel momento in cui c’è stata la scintilla siamo buttati a capofitto, abbiamo creato un giardino da più di 300 piante facendoci conoscere in tutto il mondo». Ora, il battesimo cernobbiese.

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