Energy drink «già prima dei 12 anni»: l’allarme dei pediatri
Uno studio della Società italiana di pediatria mostra come il 65% dei ragazzini abbia provato a consumare questi prodotti, mentre uno su dieci li beve di frequente. Eppure si tratta di concentrati di stimolanti pericolosi
Lettura 1 min.Como
Energy drink, il 40% degli adolescenti inizia prima dei 12 anni, l’allarme dei pediatri. Uno studio della Società italiana di pediatria mostra come il 65% dei ragazzini abbia provato a consumare questi prodotti, mentre uno su dieci li beve di frequente. L’approfondimento è stato pubblicato alla fine dello scorso mese sulla rivista Italian journal of pediatrics.
Se il consumo frequente riguarda circa il 10% del campione – scrivono i pediatri - il 65% degli intervistati ha dichiarato di aver assunto almeno una volta bevande energetiche. Ma il dato più preoccupante è la precocità dell’esposizione: il 39,2% ha iniziato prima dei 12 anni e il 49% tra i 12 e 14. E questo nonostante il fatto che le principali società pediatriche raccomandano di evitarne il consumo sotto i 18 anni.
A differenza di altri Paesi europei, in Italia non esiste oggi alcun limite di età per l’acquisto degli energy drink, liberamente disponibili nei supermercati e promossi anche attraverso lo sport, i social media e la pubblicità. Proprio nei giorni scorsi, invece, il Governo britannico ha confermato che da aprile 2027 in Inghilterra sarà vietata agli under 16 la vendita delle bevande energetiche ad alto contenuto di caffeina, quelle con oltre 150 milligrammi per litro. Il divieto riguarderà tutti i canali di vendita: negozi, bar e ristoranti, distributori automatici e piattaforme online. «Le bevande energetiche non sono semplici bibite - afferma Rino Agostiniani, presidente della Società italiana di pediatria - quando parliamo di energy drink parliamo di un concentrato di stimolanti.
Non agisce solo la caffeina, ma un insieme di sostanze, taurina, guaranà, carnitina, che possono avere un effetto sinergico. Nei bambini e negli adolescenti questi mix non sono adeguatamente studiati. Ecco perché andrebbero evitate nei minori di 18 anni e sotto i 12 anni l’attenzione deve essere ancora maggiore: non esiste una dose sicura, perché il cervello e il sistema cardiovascolare sono ancora in pieno sviluppo e l’organismo è più vulnerabile agli effetti della caffeina e degli altri stimolanti».
Oltre la metà degli adolescenti intervistati, 52%, riconosce che le bevande energetiche possono comportare rischi per la salute. Ma quando si analizzano le risposte più in dettaglio emergono forti lacune: più del 55% non conosce le linee guida ufficiali e quasi un ragazzo su quattro ritiene che siano sicuri in adolescenza. La consapevolezza appare quindi più intuitiva che realmente informata. I ragazzi percepiscono un rischio generico, ma non conoscono le conseguenze concrete. Lo studio evidenzia un elemento spesso sottovalutato: in oltre il 40% dei casi almeno un familiare consuma energy drink. Quando queste bevande sono presenti nella quotidianità domestica, i ragazzi iniziano prima, le consumano più frequentemente e percepiscono meno i rischi.
Non è solo una questione di disponibilità del prodotto, ma di normalizzazione del comportamento. «Il modello genitoriale resta uno dei fattori più potenti nella costruzione dei comportamenti di salute - sottolinea Agostiniani - la prevenzione non può essere rivolta solo ai ragazzi: serve un’alleanza con le famiglie».
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