Alle origini del 4-2-3-1.Gli studi di Ramella sul modulo di Fabregas
FOCUS L’ex comasco nel 2003 fu il primo a portare come tesi d’esame a Coverciano questo schieramento. Dall’impiego del portiere in costruzione all’importanza del trequartista: quanti paralleli con il Como di Cesc
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Vi proponiamo uno stralcio della tesi che l’ex allenatore del Como Ernestino Ramella propose all’esame di Coverciano nel lontano 2003. Il tecnico è stato il primo a parlare di 4-2-3-1, modulo che oggi viene utilizzato anche da Fabregas.
Premessa
Se è vero che l’allenatore deve fare “meno danni”, secondo me “fare meno danni” significa non sminuire mai le caratteristiche di ogni singolo giocatore, rispettando il suo ruolo specifico, evitando di metterlo in situazioni che potrebbero risultare difficili, pur di metterlo in campo a tutti i costi. Mi riferisco in modo particolare, ma non solo, al ruolo del trequartista. In questi ultimi anni ho osservato troppe volte il trequartista costretto a sacrificarsi, “per il bene della squadra”, sulla fascia destra o sinistra, come seconda punta, obbligato a giocare sempre con le spalle alla porta avversaria e comunque, senza la possibilità di mettere in mostra le sue vere doti tecniche. Da queste osservazioni ho cercato di ipotizzare diversi sistemi di gioco, che potessero permettere di realizzare un determinato obiettivo: rispettare le qualità di ogni giocatore e contemporaneamente valorizzare il ruolo del trequartista e degli esterni offensivi.
[..] In questi ultimi tre anni, ho cercato di mettere in pratica il 4:2:3:1, trovandomi ad avere a disposizione (anche su mia richiesta) giocatori con caratteristiche adatte per attuare questo sistema di gioco. Indubbiamente, l’esperienza maturata mi ha portato a cercare di perfezionarlo sempre più ed in questo trattato cerco di presentarlo per una eventuale discussione che possa portare dei miglioramenti.
Descrizione del ruolo in generale
Con questo sistema di gioco, si può notare subito che i giocatori sono distribuiti in campo su 4 linee di gioco. Possono verificarsi solo squilibri nelle zone dei due centrocampisti centrali poiché si amplia la zona vuota, ma solo dalla parte opposta quando un centrocampista centrale raddoppia sull’esterno avversario con il difensore in pressione dalla parte in cui si trova l’avversario con il possesso di palla (fig.1). Questo sistema di gioco (4:2:3:1), presuppone di avere in campo in fase di costruzione di gioco, molti triangoli. In questo modo si possono avere giocate, preferibilmente in avanti, del trequartista creativo, cercando di guadagnare spazio attraverso tagli, corse senza palla verso la porta avversaria, per consentire gli inserimenti dei compagni. Come si nota dalla figura, questo sistema permette ai giocatori di avere più soluzioni in fase di possesso palla. Questo dà sicurezza al singolo giocatore ma dà anche equilibrio al gioco di squadra (fig.2). La differenza a livello difensivo con la squadra in non possesso palla con altri sistemi di gioco (vedi esempio 4:4:2), sta che l’esterno offensivo, va a raddoppiare con il terzino l’esterno avversario in possesso palla, mentre dalla parte opposta, l’altro esterno, prima chiude centralmente abbassandosi a fare il 4° uomo di centrocampo e poi all’occorrenza si abbassa a fare anche il 5° uomo difensivo (fig.4). [...]
Portiere
Nel sistema 4:2:3:1 il portiere deve essere dotato di una buona tecnica e di buona forza, che gli consenta un rilancio lungo e preciso (quasi sempre la palla deve arrivare all’unica punta alta, in modo teso per la spizzicata ed il taglio degli esterni), e tatticamente deve essere bravo in quanto spesso la linea di difesa gioca alta per cui in molte occasioni si troverà a fare il libero. Quindi il portiere, nei miei allenamenti, lo coinvolgo in tutte le situazioni di gioco.
Difesa a quattro
Richiedo una buona organizzazione difensiva, come in tutti i moduli a 4 (dico buona in quanto la perfezione non esiste). Chiedo ai quattro difensori che ogni qual volta viene effettuato un rinvio da fermo dall’area del portiere o qualsiasi respinta lunga, venga accompagnato da un’uscita veloce quando la palla è in fase ascendente ed un ritorno con restringimento della linea difensiva, quando la palla inizia la fase discendente. La difesa a quattro in questo sistema di gioco 4:2:3:1, deve saper fare bene delle azioni ritardatrici visto che spesso, essendo questo un sistema più offensivo, la squadra può trovarsi in inferiorità numerica esternamente. [...] Ai due esterni difensivi chiedo di essere veloci e resistenti, preferibilmente vorrei avere un destro a destra ed un sinistro a sinistra proprio per non avere degli imbarazzi tecnici nelle giocate in fascia. In questo sistema tattico, devono avere buon tempismo nelle uscite, visto che giocano più alti di qualsiasi altra linea a quattro di altri sistemi di gioco
Centrocampisti
Dovrebbero essere dotati di discrete qualità tecniche, ma soprattutto votati al contenimento cercando sistematicamente la conquista della palla o comunque impedendo agli avversari di raggiungere la zona difensiva in breve tempo.
È necessario che mantengano le distanze corrette con gli altri reparti evitando interventi precipitosi (tackle scivolati) specialmente oltre la metà campo poiché, se uno dei due dovesse essere superato, si verrebbero a creare ulteriori varchi disponibili per l’azione offensiva avversaria. Anche per questo motivo non si dovrebbero quasi mai trovare al di sopra della linea della palla, sia in fase di possesso che non.
Devono possibilmente essere dotati (almeno uno) di una buona prestanza fisica e possedere ottime qualità nel gioco aereo. Idealmente i due mediani dovrebbero essere uno destro e l’altro mancino e occupare le posizioni relative al piede preferito. In questo modo sono facilitati nei passaggi filtranti verso i rispettivi esterni offensivi che effettuano i tagli oppure verso i terzini in uscita.
Esterni offensivi
Devono essere dotati di velocità o rapidità, ma soprattutto abili nell’affrontare l’avversario con la palla in suo possesso. Prima, però, proponendosi senza palla con movimenti precisi e già definiti durante la settimana, guardando sempre il compagno che va in possesso di palla. In questo sistema, preferisco far giocare, se ne ho la possibilità, l’esterno offensivo mancino a destra e l’esterno destro a sinistra, questo perché per loro viene più naturale quando devono far i tagli per liberarsi e per liberare il terzino in uscita, possono ricevere la palla sulla corsa dal mediano o dal trequartista, con la possibilità di una conclusione o di un passaggio importante con il suo piede naturale. La corsa dei due esterni offensivi, deve venire molte volte in diagonale, così da mettere il proprio corpo davanti agli avversari per proteggere la palla e rendere così svantaggiato il difensore.
Trequartista
Deve essere un giocatore dalle doti tecniche superiori alla media ed oltre a questo, deve avere queste caratteristiche: essere intelligente e rapido nelle giocate, poiché da lui dipende l’efficacia di quasi tutte le azioni offensive (conclusioni comprese); deve essere abile nello smarcamento tra le due linee avversarie e tempestivamente inserirsi in appoggio per una sua eventuale conclusione per un passaggio filtrante; deve avere abilità nel passaggio filtrante in profondità, rischiando a volte l’errore; deve essere punto di riferimento per i compagni che hanno il possesso palla, poiché in campo, quando riceve palla, si ritrova ad avere sempre tre compagni (esterni offensivi e punta centrale) oltre la linea della palla che lo mettono in condizioni di far giocate importanti.
Prima punta
Anche la punta centrale, in questo sistema di gioco deve essere abile nell’interpretare il ruolo. Deve essere bravo a tenere il possesso palla, fungere da appoggio ai due esterni ed al trequartista..
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