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La situazione Solo sconfitte tra preseason e campionato. Il tonfo di Trieste fa ancora più male alla luce del -20 contro una rivale diretta. In bilico anche Gravett e Brown
Lettura 2 min.Cantù
Il -20 di Trieste vale tre punti in classifica. Perché se - come sembra - la squadra giuliana continuerà a essere una diretta concorrente nella lotta per la salvezza, ribaltare la differenza a punti potrebbe essere difficilissimo. Ecco perché, oltre alla sconfitta numero 4 in campionato (la decima se si sommano anche quelle della pre stagione), dalla trasferta di domenica scorsa Cantù torna con le ossa rotte.
Tutti sono sul banco degli imputati. Nessuno escluso. Ovvio, fanno eccezione Osvaldas Olisevicius, preziosissimo all’esordio, e Savion Flagg, sempre più dentro la squadra, ma nel discorso generale, al momento, è impensabile sfilare chicchessia. Le più in bilico, manco a dirlo, sono le posizioni degli americani. Già saltata la testa di Isaiah Miles, le nubi più nere si addensano su Hassani Gravett (e dov’è la novità? Il poveretto gira con il bersaglio nel mirino dalla seconda uscita estiva) e Brown. Semaj Christon, per ora, parrebbe godere di una zona franca. È una delle delusioni maggiori, la brutta copia del giocatore visto a Udine, ma la convinzione generale è che il suo rendimento possa svoltare con a fianco una guardia dalle caratteristiche diverse da Gravett. E quindi potrebbe godere dell’ennesima occasione di riscatto.
Il calendario prossimo venturo, prima della sosta, dice Reggio Emilia in trasferta, derby con Milano e trasferta a Scafatim viaggio a Roma con Maxima, Tortona in casa e a Scafati. Un mese terribile, nel quale bisognerà pensare a tutto tranne al “ci giochiamo tutto a Scafati”. Potrebbe essere deleterio.
Ecco perché la società ha deciso di non perdere tempo. Passando all’azione. Dal prima possibile. Ovvio, cambiare altri due giocatori potrebbe voler dire sconfessare il mercato dell’estate, evidenziando il flop di scelte che non stanno dando per quello che ci si attendeva ed erano le premesse.
I pontieri si sarebbero già mossi, a tastare il terreno di soci (Cantù Next? Al solito...) e sponsor: servirà - ca va sans dire - un sacrificio economico per raddrizzare la baracca. Preoccupano le parole di Andrea Mauri non più tardi di un settimana fa a questo giornale e il riferimento nemmeno troppo velato al no incassato nel momento di racimolare qualche risorsa in più agli albori di una stagione che più storica non si può, tra celebrazione del novantesimo di fondazione e ingresso nella nuova arena. Ma tant’è. Chissà che adesso - pericolo alle viste - non si cambi idea.
E coach Frank Vitucci? La società - tanto meno il gm Giofrè - non ha preso in considerazione l’ipotesi più estrema dell’esonero, ma le prossime partite con Reggio Emilia e Olimpia valgono già una stagione e possono aprire nuovi scenari. Pur nella fiducia e nella stima più totali, nessuno è più forte dei risultati. Quindi nemmeno l’ex miglior tecnico della passata stagione in A2.
Ma il mercato delle panchine cosa offrirebbe? In Italia quelli migliori tra i liberi sono Gianmarco Pozzecco, Paolo Galbiati, Attilio Caja, Pierluigi Brotto, Spiro Leka e Massimo Bulleri. Con i primi due apparentemente fuori mercato e Caja che potrebbe fare la parte del sergente di ferro che da queste parti manca da anni, una soluzione da non scartare potrebbe proprio essere quella di Brotto. Due anni a Cremona facendo risultati miracolosi e salvezza con poco budget, ex giocatore è dipinto come uno con un rapporto umano super con i suoi ragazzi (aiuterebbe anche non poco l’ingaggio).
In questo caso, però, siamo nel più totale dei discorsi per assurdo, ridata la premessa che prevedeva Vitucci non in discussione e bel saldo sulla panchina. Anche perché l’eventuale cambio di roster potrebbe ricalibrare la squadra sulle sue esigenze tecnico-tattiche (allo stesso tempo, però, i più pragmatici obietterebbero che non ci sarebbe momento migliore per adattare le nuove scelte a un coach entrante. Staremo a vedere). Nel frattempo altro tempo non ce n’è. Cantù, se vuole ribaltare la situazione, deve farlo in fretta, visto che anche tra le dirette concorrenti c’è gente che già corre. E potrebbe non più voltarsi indietro.
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