«Voglio giocatori che facciano più ruoli
e lancerò i giovani»
L’intervista. Frank Vitucci, allenatore Pallacanestro Cantù: «Non ho paura di affidarmi ai baby, la mia storia lo può confermare»
Lettura 3 min.Frank Vitucci, dov’eravamo rimasti? Alla sua presentazione in sede a Cantù. Poi, per il nuovo coach della S.Bernardo, si è aperto un periodo di vacanze... lavorative. Perché d’estate, quando impazza il mercato, l’occhio dell’allenatore dev’essere sempre vigile, anche sotto l’ombrellone. E quattro occhi, con quelli del general manager Simone Giofrè con cui si è ricomposta una vera e propria “coppia di fatto” del basket di serie A degli ultimi quindici anni, sono sempre meglio di due. Per Vitucci, dopo la promozione con Scafati in serie A, la prospettiva a breve – raduno fissato il 16 agosto – è ripartire con una situazione tutta nuova, con una squadra profondamente cambiata.
Coach, come va? Che ne dice del mercato che sta conducendo Cantù?
In generale va detto che ci stiamo muovendo un po’ a rilento. Questo per vari motivi, ovviamente.
Quali?
Gli ultimi accadimenti scioccanti in serie A, con situazioni nuove che alzano verso l’alto l’asticella e il livello medio dei budget, impongono riflessioni serie. Sette-otto squadre hanno alzato il proprio livello, noi siamo nell’altro gruppo.
C’è dell’altro?
Chiaramente, in un panorama di questo tipo, siamo nelle condizioni di non poter sbagliare nemmeno mezza mossa, perché il quadro della serie A è più competitivo. Nessuno lotta solo per salvarsi, i budget sono mediamente più alti. Ora il nostro compito è prendere giocatori affidabili, il più possibile riconoscibili.
Coach, Cantù è a metà strada, con sei giocatori su dodici bloccati. Come procede?
Abbiamo dato precedenza agli italiani e alle conferme di Moraschini e Okeke. Poi ci siamo buttati sul play americano: Christon è un’ottima presa, era uno snodo importante del nostro mercato. Ora ci siamo aggiudicati Brown, un lungo che dà solidità ed esperienza, caratteristiche che servivano alla nostra squadra.
Cosa attendersi ora dalle prossime mosse?
È il momento di tre giocatori fondamentali per il quintetto, più un lungo per la panchina come cambio del “4” e, magari, anche del “5”. Questi quattro giocatori saranno quelli che dovranno fare la differenza nel roster che allestiremo.
Con quali caratteristiche, se possiamo chiedere?
Sui ruoli perimetrali vorrei giocatori importanti per produzione e solidità caratteriale. L’idea è avere giocatori da un “ruolo e mezzo”, un po’ versatili per allungare sia le rotazioni, sia le possibilità tattiche, ma anche per tamponare eventuali infortuni. Quindi, mi stanno benissimo il play e il pivot di ruolo e specialisti, ma per tutte le altre posizioni sarebbe utile contare su giocatori un po’ versatili. Ovviamente, la lista dei desideri c’è, bisogna vedere se poi combacia con il budget. Muoversi con circospezione è fondamentale.
Capitolo italiani: mancano due giovani. Che idea si è fatto dei ragazzi del Pgc che potrebbero completare il quadro?
Ho visto l’Under 19 e ho fatto i complimenti ai responsabili Visciglia e Borghi a coach Ansaloni per la qualità che il Pgc esprime.
I giovani sono centrali nel suo gioco?
La mia idea è quelli di farli crescere, di prepararli e di metterli in campo prima possibile. Non vogliamo mandarli allo sbaraglio e vedere cosa succede, non è così che si lavora. Io mi stupisco delle remore sui ragazzi: se uno è giovane e bravo e merita di stare in campo, in campo con me ci starà sempre. La mia storia del resto parla chiaro.
Qualche nome?
Alessandro Gentile a Treviso, Andrea De Nicolao a Varese, David Torresani di nuovo a Treviso nell’ultima mia esperienza, per fermarmi ai soli italiani: non ho paura nel lanciare i giovani. Abbiamo cercato di metterli in condizioni di rendere, tutti quanti.
Questo per dire che...
Che mi auguro che i due ragazzi del Pgc individuati, Acunzo e Ventura, siano dei nostri. A me interessa lavorare con loro, per farli diventare protagonisti con Cantù e per Cantù. Questi ragazzi, per la storia non recente del vivaio di Cantù, dovrebbero avere come unico obiettivo restare in questa società per crescere e per imporsi: hanno la qualità per farlo. Poi, ovviamente, subentrano anche altri fattori che non posso controllare. Ma io sto facendo tutto ciò che è nelle mie possibilità per avere Ventura e Acunzo con noi.
Coach, alla fine che squadra ha in mente?
La pallacanestro di oggi impone una ricerca di potenzialità offensiva importante. Solo con difesa, oggi si fa fatica: 85-90 punti ormai servono sempre. Capiterà anche di vincere 70-69: ci si proverà, ma di avversari con 85 punti facili nelle mani ce ne sono tanti.
Quindi cosa si aspetta dalla sua squadra?
Bisogna avere un bel ritmo offensivo, veloce, ma non scellerato. Bisogna creare le condizioni migliori e alla prima occasione buona cercare di fare canestro. Cercheremo di spingere, sapendo che non si può prescindere da una solidità in difesa che, alla fine, serve nei momenti cruciali per prendere quella sicurezza da trasformare poi in efficacia offensiva. Mettere insieme questi pezzi sarebbe bello, interessante e consigliabile: solidità e intraprendenza è sicuramente un bel mix.
Il roster sarà pronto per il raduno della squadra?
Sinceramente me lo auguro, certo l’importante è che tutti abbiano firmato entro quella data.
Avete già idee sul precampionato?
Il raduno sarà il 16 agosto, ma ci saranno porte aperte per gli atleti già nei giorni precedenti. Andremo qualche giorno in Valtellina a settembre, mentre cambierà qualcosa nelle amichevoli, dopo la cessione dei diritti di Brescia.
A proposito, Roma passa dal non avere una squadra in A ad averne due. Che idea s’è fatto di questa vicenda?
Ora sono due scatoloni vuoti da riempire e non so come li riempiranno. Questa vicenda ha toccato tutti, soprattutto la vendita dei diritti di Brescia era imprevedibile e impronosticabile. Spero che tutti i soggetti coinvolti abbiano fatto i calcoli e abbiano agito a ragion veduta, non confidando solo nelle opportunità future che si presenteranno con la Nba Europe. Mi chiedo: per chi tiferanno i romani? Sono progetti da non sottovalutare e da non da rispedire al mittente, ma non vedo troppe certezze in questo momento.
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