I 90 anni di Cantù. Si rigioca una finale degli anni d’oro
Basket A Per l’anniversario del club verrà organizzata una grande amichevole contro una squadra europea. Il sogno è il Real Madrid per rievocare la Korac del ’91
Lettura 2 min.Cantù
Una grande amichevole contro una squadra europea, magari inscenando il “remake” di una finale del passato. Sarà uno dei piatti forti del programma delle celebrazioni per il novantesimo di fondazione Pallacanestro Cantù. Il sogno è il Real Madrid, per rievocare la finale di Coppa Korac del ’91, l’ultimo trofeo internazionale sollevato dal capitano dell’epoca, Pier Luigi Marzorati, e da Cantù. Il Real non è l’unica candidata, ma il sogno è di portare la corazzata spagnola – nel roster c’è il comasco Gabriele Procida, cresciuto nel Pgc – per una sfida tra le due “regine d’Europa”.
Per ora è un’idea, ma Cantù ci sta lavorando, compatibilmente con i calendari internazionali, che consentono ben pochi momenti di tregua. Intanto, la società è all’opera per un programma che celebri l’anniversario in modo coinvolgente. Ci si è già immersi nel “mood” del novantesimo sui social: il club ha infatti pubblicato nove fotografie storiche di giocatori-simbolo, tutte in bianco e nero (anche le più recenti) che rappresentano le nove decadi che hanno caratterizzato la storia di Cantù. Collegato alla pubblicazione, c’è anche un giochino tipo “indovina chi è”, che ha fatto breccia tra i tifosi.
Del resto, ormai ci siamo: la stagione che comincerà a breve sarà quella dell’importante ricorrenza, dal momento che il club è stato fondato nel 1936. Il giorno? Nessuno lo sa con esattezza. Le ricerche per arrivare a una data sono in corso, ma non esistono documenti o testimonianze. Si sa, però, che l’Associazione Pallacanestro Cantù fu creata nei mesi conclusivi di quell’anno.
Eventi per tutta la città
Sarà una festa lunga una stagione, ricca di eventi che coinvolgeranno tifosi e città. Quello pubblicato sui social non è che un semplice antipasto di quello che Pallacanestro Cantù organizzerà. Con questa anteprima, Cantù è partita dagli albori del club, quando ancora le partite venivano disputate all’aperto. Del resto, negli anni Trenta, la pallacanestro era uno sport sconosciuto e il primo campo di cui si ha notizia a Cantù è quello realizzato all’interno del cortile delle Suore Sacramentine, ancora oggi conservato all’Istituto Cardinal Ferrari in centro città. Lo ideò Mario Broggi, protagonista della prima fotografia.
A seguire, nella galleria fotografica, altri giganti dei tempi andati e dei tempi moderni: Lino Cappelletti, Tonino Frigerio, passaggio agli anni Settanta con Carlo Recalcati, per poi proseguire con la decade ’76-’86 con Ciccio Della Fiori. Gran finale con Pier Luigi Marzorati (che di decadi in maglia canturina ne ha attraversate cinque, recordman assoluto), Antonello Riva (di ritorno a Cantù nella parte finale della sua splendida carriera), l’amatissimo Nicolas Mazzarino e il capitano di oggi, Riccardo Moraschini.
Cosa succederà quest’anno? Si ancora poco, ma certamente l’Arena – in fase di ultimazione – sarà l’epicentro di tanti eventi. Uno di questi sarà la partita della Nazionale che sarà ospitata a giugno o novembre. Certamente, il tema del novantesimo attraverserà, permeandola di significato, la presentazione della campagna abbonamenti che comincerà il 6 luglio.
Il novantesimo sarà una festa – si spera anche sul campo – che passerà anche dal restyling del logo societario, ormai ultimato. Sarà lanciato a giorni, dopo essere stato valutato, soppesato e scelto tra più idee. Quello che pochi sanno è che un campione abbastanza ampio ed eterogeneo di tifosi dei vari settori del PalaDesio e cittadini intervistati per le vie di Cantù, ha espresso un’idea su cosa identifichi davvero Cantù, ignari che le loro risposte servissero al club per delineare i temi del nuovo logo. Idee che hanno avuto un peso, così come le varie anime della società e quella storia che – il presidente Roberto Allievi non smetterà mai di ricordarlo – per Cantù e i canturini è un valore da preservare.
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