Scudetto, la finale letta dal Charlie: «Niente di scontato»
Basket Serie A Tessitori, ex Cantù, arma di Venezia: «Lui il più continuo fin qui e veneti senza pressioni». «Fattore campo? Serve saper vincere anche fuori...»
Lettura 2 min.cantù
Lo scudetto sarà un affare tra Olimpia Milano e Reyer Venezia, terza contro quarta al termine della regular season. Da giovedì – partenza all’Unipol Forum di Assago – inizia la caccia allo scudetto, ormai scucito dal petto della Virtus Bologna, la grande delusa dei playoff, battuta in gara-4 di semifinale da una Venezia sorprendente. Milano ha invece avuto ragione, sempre dopo quattro gare, di Brescia.
È una Reyer che torna in finale a distanza di sette anni dalla conquista del secondo scudetto firmato da Walter De Raffaele in panchina. Sarà, per gli amanti delle statistiche, anche una finale storica: mai Milano e Venezia si erano giocate il tricolore in finale scudetto. Da una parte, l’Olimpia ha conquistato nella sua storia 31 titoli e ha giocato la bellezza di 23 finali playoff. Venezia? Ha un 100% di “realizzazione”: due scudetti conquistati su due finali giocate, contro Trento nel 2017 e nel 2019 contro Sassari, gli altri due scudetti risalgono ai tempi in cui i playoff non esistevano.
Il pronostico però pende a favore di Milano. Coach Peppe Poeta ha un roster più ampio – da Eurolega – e avrà il fattore campo a favore, grazie al miglior piazzamento in campionato. Inoltre, nei due precedenti stagionali, le “scarpette rosse” hanno vinto entrambi gli scontri diretti: 101-88 ad Assago, 85-90 al PalaTaliercio.
In finale ci saranno anche alcuni ex canturini. Milano ha un canturino di nascita, Stefano Tonut, figlio di Alberto grande ex degli anni ’90: non ha giocato nella sfida decisiva contro Brescia. Venezia può contare su Stefan Nikolic (4’ contro Bologna) e, soprattutto, su Andrea Tessitori, che sta disputando dei playoff eccellenti. In gara-4 contro Bologna è stato determinante con i suoi 22 punti in 27 minuti sul parquet. Un grande ex di Venezia come Carlo Recalcati ha analizzato le semifinali: «Venezia è in finale, con grande merito. Va dato atto alla Virtus di avere avuto problemi enormi, dovuti agli infortuni. Dos Santos è stato inserito tardi, spesso Morgan ed Edwards hanno dovuto giocare da play».
Ma la vera sorpresa è Venezia, che Recalcati ha allenato prima di De Raffaele, dal 2014 al febbraio 2016: «Ha disputato grandi partite, ma la vera variante è stata avere Tessitori e Candi che hanno fatto tornare tutti i conti, alla luce della serata “no” di Wheatle. Tessitori è stato il più continuo, mentre Candi ha indicato la strada agli americani, prendendosi anche responsabilità non sue. È una finale più che meritata».
Ora che succede? Milano vincerà a mani basse? «Lo escludo, perché quando si arriva così in alto, nessuno pensa di aver fatto abbastanza. La pressione, non dimentichiamolo, è tutta su Milano: Venezia può vivere queste finali “divertendosi”. Il fattore campo è certamente importante, ma serve anche saper vincere in trasferta, perché un passo falso può capitare. Di sicuro sarà una bella finale e una bella novità».
Le gare della finale scudetto, da 3 a 5 a seconda dei risultati, saranno tutte trasmesse in tv in chiaro su Cielo (canale 26 del digitale terrestre). Tutti i match saranno visibili in diretta anche sulla piattaforma streaming LbaTv e Sky Sport Basket. Milano disputerà le prime due partite in casa, all’Unipol Forum di Assago, giovedì alle 20 e sabato allo stesso orario. La serie si sposterà a Venezia martedì 16 giugno alle 20, eventuale gara-4 giovedì 18 giugno a Venezia, eventuale gara-5 domenica 21 ad Assago.
© RIPRODUZIONE RISERVATA