Welcome mister Cesc. A Londra è tutto esaurito: 60mila per Arsenal-Como
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Sarà solo calcio d’agosto, sarà solo un’amichevole, ma pensare che alla partita Arsenal-Como l’Emirates Stadium sarà tutto esaurito vengono i brividi. Sì sì, avete capito bene. Oltre 60mila persone assisteranno alla sfida in programma domani sera (ore 20.30 italiane, diretta tv su Sportitalia e ComoTv), che sarà a tutti gli effetti un primo assaggio in vista delle grandi notti di Champions che vedranno protagonista il Como da settembre in avanti.
Ieri e oggi la squadra si è allenata nel quartiere di Kingston, poco fuori Londra, e per la prima volta Fabregas ha avuto tutti – eccetto Nico Paz – a disposizione per lavorare. Inutile dire che per Cesc, più di chiunque altro, affrontare l’Arsenal ha un valore particolare. Lì è iniziata la sua lunga carriera, nel lontano 2003, quando Arsene Wenger lo fece esordire in una partita di League Cup contro il Rotherham United. Aveva appena 16 anni e 177 giorni e stabilì il record come il più giovane calciatore di sempre a giocare in prima squadra per il club. Di lì in avanti, Fabregas avrebbe totalizzato con la maglia dei Gunners 303 presenze, condite da 57 gol e 94 assist in tutte le competizioni tra il 2003 e il 2011. Insomma, lui è uno che l’ambiente lo conosce, e ci immaginiamo un’ovazione di fronte al pubblico inglese, pronto ad applaudirlo per il suo ritorno a casa.
I due tecnici
Ma cosa dire del match di domani? Intanto che sarà una partita storica tra le due squadre, che mai si sono affrontate nella loro storia. Ma sarà interessante seguire da vicino il confronto tra Fabregas e Arteta, due massimi esponenti della nuova generazione di allenatori spagnoli. Curiosità: nonostante le loro carriere abbiano avuto tappe simili, i due non si sono mai incontrati. Entrambi sono cresciuti nelle giovanili del Barcellona (La Masia), ma in periodi differenti a causa della differenza d’età (Arteta è classe 1982, Fabregas è classe 1987). Poi c’è stato appunto l’Arsenal: Cesc ha lasciato il club inglese nell’estate del 2011 per tornare al Barcellona, mentre Arteta è stato acquistato sempre nel 2011, proprio per raccogliere l’eredità lasciata a centrocampo dal giocatore spagnolo. I due, infine, non hanno mai militato contemporaneamente in campo nemmeno con la nazionale maggiore della Spagna in match ufficiali.
Stessa visione di calcio
Ciò non toglie che i due siano diventati grandi amici nel corso degli anni, e forse non è un caso che la loro idea di calcio abbia diverse similitudini. Una visione che, al netto di moduli differenti, si fonda sul possesso palla, sul controllo del gioco e sui princìpi del “juego de posición” di stampo catalano.
Che la stima reciproca tra i due sia sincera lo aveva confermato lo stesso Fabregas qualche mese fa. Cesc ammise di aver avuto dei dubbi sulla carriera di allenatore, tanto da chiedere consiglio proprio ad Arteta, i cui suggerimenti si sono rivelati preziosi: «Avevo parlato con Mikel e gli avevo detto che non mi sentivo pronto. Lui mi ha risposto: “Sei così competitivo che, anche se non sei pronto, il tuo spirito ti spingerà a trovare soluzioni e ti darà la visione giusta”. Posso dire che due anni dopo aveva ragione».
Ora i due, dopo tanti confronti da giocatori in Premier, si sfideranno per la prima volta in panchina. Lo faranno davanti a 60mila spettatori (circa 200 i comaschi nel settore ospiti) e non vorranno fallire in uno stadio che conoscono come le loro tasche. Ci sono le premesse per un grande spettacolo.
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