60 milioni per Paz? Si può fare. L’esperto: «Le regole Uefa non sono un ostacolo»
L’analisi di Marco Bellinazzo, responsabile Sport&Business per Il Sole 24 Ore
Lettura 1 min.Como
Difficile ma non impossibile. Con questo atteggiamento il Como volerà a Madrid giovedì per tentare di trovare un accordo con il Real per Nico Paz. Lo abbiamo sottolineato in più occasioni, la cifra richiesta di 60 milioni rischia di essere proibitiva per i lariani.
Ma, come detto, non si tratta di un’operazione impossibile, dato che il Fair play finanziario, almeno per il momento, non rappresenta un paletto stringente, come ha spiegato Marco Bellinazzo, responsabile Sport&Business per Il Sole 24 Ore: «Intanto occorre fare una distinzione tra le regole del Fair play finanziario dettate dalla Figc e quelle della Uefa. Entrambe, con finestre temporali diverse, prevedono che non si possa spendere più del 70% dei ricavi. Ma in Italia questa regola può essere sanata grazie all’emissione di nuovi capitali, strategia che in Europa non è possibile attuare. La Uefa, inoltre, impone dei paletti sul bilancio, imponendo alle società di non perdere più di 60 milioni in un triennio, fatto salvo per gli investimenti che riguardano vivaio e infrastrutture».
Ma la situazione del Como qual è? «La società si troverà sicuramente ad aver violato i parametri – spiega Bellinazzo – avendo accumulato perdite per oltre 150 milioni tra 2024 e 2025. E altre se ne aggiungeranno nel 2026. L’organo di controllo contabile della Uefa verificherà i bilanci nella primavera 2027 e poi prenderà una decisione sulle conseguenze». Eppure, nonostante il Como abbia queste perdite, Bellinazzo sottolinea che con molta probabilità non verranno prese decisioni drastiche contro i lariani, essendo il loro un caso unico nel calcio europeo, con il passaggio in pochi anni dalla Serie B alla qualificazione in Champions: «Dopo il Covid è stata introdotta una nuova formula del Fair play finanziario, molto più tollerante rispetto al passato. L’orientamento è quello di valutare caso per caso le situazioni in relazione al processo di crescita dei club. Il Como, essendo nuovo nel panorama internazionale e avendo avuto una crescita molto rapida, è una società che per la Uefa non ha violato le regole, perché sta facendo investimenti su tutto il modello aziendale e non solo sulla squadra».
«Dal mio punto di vista - prosegue Bellinazzo -, la prossima primavera il Como si troverà a dover sottoscrivere un settlement agreement, vale a dire un accordo per dilatare i tempi in cui rientrare nei parametri. Insomma, un percorso concordato tenendo conto dei progetti di sviluppo. Inoltre, il Como è una squadra che non ha precedenti di questo tipo, sarebbe la sua prima applicazione del settlement agreement. Ci sarà dunque un atteggiamento costruttivo tra le parti». In soldoni, se il Como decide di investire 60 milioni per Nico Paz, ha tutto il diritto per farlo e non ci sono vincoli preventivi.
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