Aereo, auto e quaranta furgoni: la prima trasferta europea non si scorda più

Da Scanzorosciate a Rotterdam è il motto che più si è sentito in queste giornate di preparativi. Sono stati venduti 1100 biglietti, praticamente tutto esaurito i settore ospiti dello stadio olandese

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Como

La prima trasferta europea non si scorda più. Per questo i giorni e le ore di vigilia di questo appuntamento, Feyenoord-Como, sono state animate da emozione e adrenalina. Da Scanzorosciate a Rotterdam è il motto che più si è sentito in queste giornate di preparativi. Sono stati venduti 1100 biglietti, praticamente tutto esaurito i settore ospiti dello stadio olandese.

Un debutto in grande stile per la tifoseria azzurra consapevole che mercoledì sera, comunque vada, si scriverà una pagina di storia.

La cosa più curiosa, affascinante e coreografica al tempo stesso, è la carovana di minivan allestita. Sono circa quaranta quelli che dalla mezzanotte di martedì al primo pomeriggio di mercoledì hanno risalito l’Europa, via Svizzera e Germania per raggiungere la località olandese dove si gioca la partita. Sono i mezzi con cui hanno deciso di viaggiare i ragazzi della curva, lo zoccolo duro del tifo lariano, quello che anima il settore più caldo in casa e in trasferta. Una decisione figlia della scomodità di altre soluzioni, compreso l’aereo per Amsterdam che avrebbe costretto la comitiva a una viaggio in treno da Amsterdam a Rotterdam di un’ora, con trasbordi aeroporto stazione tutti da definire e complicati per un gruppo così numeroso di persone, che si muove non alla spicciolata ma in corteo. Più comodo il viaggio in auto. Non sarà la prima volta, per carità, ma il numero dei mezzi e la distanza rappresentano sicuramente un unicum nella storia del tifo azzurro.

Ora immaginate la partenza da Como, con questo biscione, una modalità ormai molto frequente nelle trasferte delle curve italiane, ma, ripetiamo, singolare per le specifiche circostanze. Dal piazzale delle piscine si sono mossi, non proprio tutti insieme, anche per evitare intoppi alle dogane che avrebbero rallentato il viaggio.

Van in viaggio a gruppuscoli. Quaranta furgoni alla conquista dell’Europa, dunque circa 350 persone. Le altre hanno raggiunto l’Olanda con altre soluzioni, molti in aereo, altri in auto. Praticamente nessun pullman. La comitiva è stata seguita da tre esponenti della Questura di Como, una prassi delle trasferte europee. Come accaduto per gli agenti tedeschi assieme ai tifosi del Lipsia, e come accadrà la settimana prossima con quelli del Manchester a Como, seguiti da tre spotter. Servono a interfacciarsi con la polizia locale negli spostamenti attorno alla fan zone.

C’è grande emozione nei tifosi azzurri per questa prima trasferta europea. L’antipasto di questa estate a Londra e a Liverpool certo non può rappresentare un precedente. Quella era una gita estiva, seppure emozionante anch’essa. Stavolta è tutto diverso. Oggi è una prima assoluta.

Dal punto di vista simbolico possiamo considerarla davvero la celebrazione del Como europeo, forse più ancora del debutto in casa con il Lipsia. La conferma del nuovo status di questa squadra, di un mondo cambiato, anzi rovesciato sottosopra. Il giorno del passaggio dalle Colonne d’Ercole. Un viaggio paradisiaco, in cui per forza, senza retorica, verranno ripassate mentalmente le trasferte di Inveruno, di Villacidro, Olginate, Caravaggio e tutte quelle che sappiamo bene.

Sarà anche suggestione, sarà anche banale, ma è il giorno in cui è necessario ripensare a quelle trasferte, le attese nei bar di provincia, il panino addentato magari sotto la pioggia, le reti da pollaio come struttura del settore ospiti. Così sarà più emozionante entrare nello stadio di Rotterdam.

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