Capello a La Provincia: «Il Como farà benissimo in Italia e in Europa»
Intervista L’ex allenatore: «In campionato sicuro nelle prime quattro, ma forse anche oltre. In Champions decideranno anche gli infortuni»
Lettura 1 min.E chi se non Fabio Capello per commentare l’esordio in Champions del Como? Abbiamo contattato il mister con oltre 70 panchine nella massima competizione europea e una coppa dalle grandi orecchie in bacheca (con il Milan, Atene 1994), per un primo bilancio sulla squadra di Fabregas. Un’icona degli allenatori italiani come che aveva avuto qualcosa da ridire al termine della gara ai microfoni di Sky Sport. Nulla contro il gioco del Como, che ha definito come la squadra più bella d’Italia. Ma aveva parlato di Cesc Fabregas e del suo rituale, ormai consolidato, del cerchio in mezzo al campo con la squadra al termine della partita: «Non capisco perché facciano il cerchio in mezzo al campo. Mi sembra quasi uno show. Queste sono cose da spogliatoio. Però ormai va di moda fare così e io sono vecchio. Certe cose esternarle non mi sembra il massimo».
Mister Capello, allora questo Como?
Beh una grande soddisfazione per noi italiani. Un esordio ottimo, anche a livello psicologico non era facile. Ha creato tante occasioni, anche se come ha detto Fabregas ci sono ancora tante cose da migliorare. Alcuni giocatori non sono ancora perfettamente inseriti nel gioco, normale che sia così. Ma queste sono cose che forse interessano solo a noi allenatori che cerchiamo sempre qualcosa in più dalle squadre. Resta il fatto che è una squadra sempre bella da vedere.
Per Fabregas è stato l’esordio in panchina in Champions. Emozionante per un allenatore...
Sì, anche io ricordo il mio, Milan-Olimpia Lubiana 4-0 nel 92’. La musica all’inizio è quella che ti fa andare in un altro mondo... che emozione. La Champions è davvero speciale, escono sempre belle sfide perché le squadre danno qualcosa di più.
Abbiamo sentito che ha “criticato” il cerchio in mezzo al campo di Cesc con i giocatori a fine partita.
Ma no... ho detto che io non l’avrei fatto, ma ognuno si esprime con quello che sente dentro. Una volta non si andava nemmeno sotto la curva a salutare, figurarsi. Tante cose stanno cambiando, ognuno si comporta come crede, con le proprie idee e quelle di Cesc mi sembrano ottime.
Dove può arrivare questa squadra?
In campionato sicuro nelle prime quattro, ma attenzione anche alle prime posizioni, tutti quanti dovranno stare attenti. In una stagione poi molto dipende anche dagli infortuni. Possiamo girarci intorno, ma i giocatori forti servono nei momenti cruciali dell’anno. Per la Champions le aspettative sono buone ma calma, deve ancora abituarsi a giocarla con squadre superiori. Quello sarà il vero test.
Kean sarà un giocatore decisivo per il Como?
Dipende da come si inserisce. Se vuole essere parte della squadra oppure il giocatore che gioca per sé.
E come si fa a capirlo?
Dallo spirito. In squadre così unite non c’è spazio per prime donne. Se provi a rompere il giocattolo gli altri va a finire che ti emarginano.
Ha detto che Nico Paz è al 75%.
Sì siamo solo all’inizio ma lo vorrei vedere più agile, ai livelli dell’anno scorso. Stravedo per lui eh...averne di questi problemi.
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