Como, dopo i premi alla Scala, la sfida a Marassi: alle 20.45 c’è il Genoa
Al Galà del calcio sono piovuti premi per il miglior giovane di B (Liberali), per il miglior giovane di A (Paz) e per il miglior allenatore del campionato (Fabregas). Ora i lariani non sono più una sorpresa ma protagonisi del calcio nazionale. Nel capoluogo ligure l’anticipo di campionato
Lettura 2 min.Genova
Dal galà del calcio alla Scala, al galà di venerdì sera sul prato di Marassi. E sarà sempre un Como in smoking. Adesso tutti lo attendono. E la prima fermata del nuovo percorso accidentato (ma esaltante) è Genova, alle 20.45, anticipo di campionato. Va detto che non è una novità, la curiosità attorno al Como, specie negli ultimi tempi. Ma forse sin qui c’era più scetticismo che curiosità. Adesso il contesto è cambiato.
Negli ultimi cinque giorni sono successe due cose che hanno modificato il panorama. Prima il successo di Napoli, in trasferta, contro una pretendente allo scudetto. Fatto che, tra l’altro, ha sdoganato la parola “scudetto” tra i commentatori dell’urbe terracqueo calcistico. La seconda cosa, la serata di mercoledì: al Galà del calcio della Scala, sono piovuti premi, per il miglior giovane di B (Liberali), per il miglior giovane di A (Paz), per il miglior allenatore del campionato (Fabregas) e con l’inserimento di Nico nell’undici ideale della scorsa stagione. Tutto votato dagli addetti ai lavori. Mica una cosa normale, eh. Una clamorosa occupazione degli spazi, nell’iconico teatro milanese. Il che ha partorito una serie di commenti entusiasti dei vari vip in platea.
Dunque, se ci è concesso, la sensazione è che nulla da oggi sarà come prima. Finito il capitolo “sorpresa”, adesso il Como è atteso “protagonista”. E con questo (piacevole) fardello sulle spalle, fa rotta verso Marassi. Dove affronterà un Genoa che già deve rincorrere. Come si fa in un gioco di società, prima di commentare la partita, vanno però messe sul tavolo alcune carte. Premesse doverose.
Il Genoa non vince in casa da aprile (Sassuolo) e non è che a casa sua possa sempre perdere. E’ un elemento. Di fronte c’è un allenatore come De Rossi che era (e forse è) nella rosa dei tecnici che si dice simili a Fabregas. Terza premessa: il Como si trova nella condizione di gestire le energie, fisiche ed emotive, visto che giovedì ci sarà il debutto in Champions, dunque un minimo di turnover può essere preventivabile, mentre Fabregas ripeterà ai suoi sino a un minuto all’inizio della partita, che esiste solo il Genoa e non il Lipsia. Sarà per questo che, mentre il pullman caricava i giocatori a Mozzate, lui, Cesc,era già seduto sul primo sedile la testa infilata nel computer, schermo acceso.
Primo tema tecnico: giocherà Kean? La cosa più probabile è che Moise parta dalla panchina, se non altro perché è qui da due giorni e dovrà ancora capire i meccanismi. E poi mettere seduto Douvikas dopo due gol in due partite parrebbe brutto. Ragionando in ottica Lipsia, il tecnico potrebbe dare un turno di riposo a Milla e a Valle che hanno giocato 90’ sia a Udine che a Napoli. Il Genoa scenderà in campo a Marassi con due dubbi, non di formazione, ma di sostanza. Ha persoNortonCuffy, uno dei giocatori più performanti dello scorso anno, devastante sulla corsia e deve verificare se Drameh (il sostituto) sarà all’altezza. E poi il ritorno di El Shaarawy esperienza e incognite in rossoblù, che rimette la maglia del Genoa dopo 15 anni. Operazione nostalgia o qualcosa di più?
Certo è che il Como dalle tre trasferte di inizio stagione aveva programmato di poter fare sette punti. Nove era una previsione troppo ottimistica. Toh, magari il punto si pensava potesse arrivare a Napoli. Il successo al Maradona spinge adesso gli azzurri verso quel traguardo. Sapendo, anche, che in vetta si sfidano JuventusMilan e Roma-Atalanta e che pure Inter-Napoli è partita da tripla. Come dire: se sarà successo a Marassi, per il Como diventerà più che doppio in classifica.
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