Como, è allarme attaccante. Senza Kean torna di moda il falso nove
Analisi Il lungo stop della punta italiana costringerà Fabregas a dover adattare un giocatore per far riposare Douvikas. Abbiamo ipotizzato una serie di opzioni: da Nico e Caqueret davanti fino alle due fasce esterne tutte brasiliane
Como.
La domanda è talmente ovvia da diventare persino scontata: con lo stop di Kean per cinque settimane, adesso che si fa? Trovare la risposta corretta questa volta è complesso. Qualche suggerimento ce lo ha dato Fabregas in una delle ultime conferenze stampa, quando ha detto che «se un calciatore le gioca tutte a questo livello, non arriva a gennaio».
E visto che lì davanti c’è il solo Douvikas, per forza di cose Cesc sarà costretto a sperimentare qualcosa per non arrivare all’inizio del prossimo anno con la squadra decimata. Abbiamo dunque provato ad avanzare dei possibili rimedi a questa situazione. Vediamoli.
L’opzione falso nove
Fin qui, un possibile escamotage a cui ci ha abituato il tecnico spagnolo è stato l’inserimento di un falso nove, adattato al posto del centravanti greco. Lo hanno già fatto Nico Paz e Caqueret più di tutti nella passata stagione, in alcuni casi persino Baturina, con risultati discreti sul campo.
Però, c’è un però. Anzi ce ne sono due. Il primo aspetto critico è legato al fatto che se è pur vero che questo tipo di soluzione può essere un buon compromesso per far riposare Douvikas, è altrettanto vero che, seguendo il “Cesc pensiero”, tale strategia prevede un importante supporto degli esterni, ma anche loro sono infortunati.
Stiamo parlando soprattutto di Diao, un giocatore che con le sue galoppate consente alla squadra di essere più offensiva anche senza un riferimento di ruolo davanti. Qualità simili a quelle di Addai, ma anche lui è fermo ai box dopo il fastidio accusato nella trasferta di Torino (ancora da capire quando potrà rientrare).
L’esterno di ruolo che dovrebbe tornare a disposizione in tempi ragionevoli sarebbe dunque Liberali, mentre il recupero di Jesus Rodriguez appare ancora lontano. Una prima ipotesi sarebbe dunque quella di schierare Douvikas almeno fino a quando non tornerà al massimo della forma Liberali, per poi eventualmente puntare sulla soluzione falso nove.
Fasce tutte brasiliane
E se invece Tasos non riuscisse a reggere? Non è scontato che il greco possa partire sempre titolare nelle prossime partite, dato che il Como sarà impegnato sia in campionato che in Champions, con la Coppa Italia che inizierà i primi di dicembre.
A quel punto il falso nove sarebbe d’obbligo, ma rimarrebbe la questione degli esterni, dove nel peggiore dei casi potrebbero essere adattati sia Caqueret che Da Cunha. Ci sarebbe però un’altra soluzione, vale a dire spostare in avanti Kaiki Bruno e Couto, tenendo Valle e Smolcic dietro. Il primo lo abbiamo già visto nel ruolo di esterno alto nella trasferta di Rotterdam, il secondo invece è sempre stato schierato come terzino a Como, ma in carriera ha giocato più avanti e anche con la maglia azzurra ha dimostrato di essere molto più incisivo in attacco rispetto che in difesa. Un rischio che potrebbe stuzzicare Cesc.
Kean come Morata?
In tutto questo, il punto fondamentale della discussione riguarda Kean. Perché se il Como vuole davvero ambire a grandi risultati, non c’è strategia sperimentale che regga. Il giocatore serve, deve tornare al top della sua forma ed essere decisivo, altrimenti non si va da nessuna parte.
La notizia del suo nuovo stop ha generato pareri contrastanti tra i tifosi: c’è chi teme che l’italiano possa diventare il “nuovo Morata” e chi invece crede nelle sue potenzialità nonostante questo nuovo ostacolo. Di certo, il Como non può permettersi come l’anno scorso di giocare tutta la stagione con un solo attaccante. Arriverà qualcun altro a gennaio? Chissà. Intanto mettiamoci comodi e vediamo cosa si inventerà Fabregas. Di lui c’è da fidarsi.
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