Como, emergenza in attacco. Il (duro) casting per il falso nove
Scelte Fuori Kean, fuori Diao, il Como ha un solo centravanti e Fabregas deve cercare controfigure altrove. Caqueret, Paz e Baturina possono fare quel ruolo quando l’allenatore deciderà di far riposare Douvikas
Lettura 2 min.Como
Niente Moise Kean e nemmeno Assane Diao. Urge trovare soluzioni là davanti. Cesc Fabregas comincia a togliere le spine dalla sua rosa nel mese ottobrino: sono bastate due partite ravvicinate (Roma e Feyenoord) per ritrovarsi senza due pesi massimi dell’attacco.
Prima il centravanti italiano, arrivato all’ultimo in estate dopo una trattativa estenuante con la Fiorentina, è finito ai box per un problema alla tibia che tanto lo ha perseguitato la scorsa stagione. Un brutto colpo preso durante Italia-Belgio ha riacutizzato fastidi già vissuti, mentre la gestione “misteriosa” della Nazionale nei giorni a seguire ha fatto il resto.
Incertezza
«La comunicazione tra Federazione e club dovrebbe migliorare, visto che poi ha giocato da infortunato un’altra partita per 90 minuti come ha evidenziato la risonanza», aveva puntualizzato lo stesso allenatore dei lariani, in merito alla gara intera disputata da Kean contro la Francia allo Stade de France, il 2 ottobre, prima del rientro anticipato a Mozzate e del forfait nella gara con la Turchia. Adesso c’è anche Diao in infermeria: ha fatto appena in tempo a realizzare una rete da velocista puro contro il Feyenoord in Champions League, prima di dover fare i conti con smorfie di dolore per un infortunio muscolare alla coscia sinistra. La gazzella senegalese ha provato a stringere i denti, ma alla fine non ce l’ha fatta a proseguire e ha alzato bandiera bianca. Seduto in panchina dopo appena 23 minuti di gioco, con il volto scuro e abbattuto, ha assistito alla sconfitta (3-2) dei suoi compagni.
Ora, al Franchi contro la Fiorentina domenica e con il Manchester United in Champions League nel giro di tre giorni, c’è il vuoto in attacco. Il calendario è fin troppo congestionato per poter pensare di rischiare sempre Tasos Douvikas dall’inizio. «Dobbiamo gestirlo bene. C’è anche la Serie A», ha fatto notare lo stesso Fabregas di recente. Perciò, entra in gioco la strategia alternativa impiegata anche a Rotterdam: l’utilizzo del falso nove. Non scopriamo certo l’acqua calda: il cervello catalano ha ricorso al “trucchetto” in numerose occasioni da quando allena il Como. Lo stesso Diao già al Betis Siviglia aveva mostrato di esserne in grado e con la maglia biancoblù indosso nel giro di sei mesi ha adottato una posizione ibrida che lo ha portato a toccare numeri impressionanti (8 reti in 15 partite). L’esperimento con Nico Paz si è cominciato a intravedere nella stagione 2024/25 in Fiorentina-Como, venendo poi riproposto ciclicamente contro le big del campionato. Come la scorsa stagione a San Siro con il Milan e in casa con la Roma.
Altre vie
Ci ha provato anche Maxence Caqueret, in Coppa Italia 2025/26 tra ottavi e quarti con la Viola e il Napoli, evidentemente non con i risultati sperati. Per finire, si è adattato anche Martin Baturina, tra il tentativo fallito contro i giallorossi all’Olimpico e il boom con la Lazio (1 gol e 1 assist) la scorsa stagione, fino agli scambi di posizione con Nico Paz nel corso del match con il Feyenoord. Adesso, senza Diao, la domanda è lecita: chi si sacrificherà? Senza una terza punta nella rosa, Fabregas dovrà ricorrere alla rotazione di Douvikas e qualcuno dovrà incaricarsi di guidare l’attacco. Intanto, c’è da aggiustare la mira: nelle ultime tre partite il Como ha segnato soltanto due reti - entrambe nell’ultima uscita di Champions League - su 57 tiri tentati.
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