Como, Jamme Ja’! Vince a Napoli 1-2
La partita Vantaggio di Baturina e pareggio di Højlund. Poi la decide Douvikas
Lettura 2 min.La partita delle prime volte. Il primo big match di quest’anno, i primi 3 punti in serie A, e, perché no, la prima vittoria di Fabregas contro Allegri. Quella del Maradona era una sfida nella sfida. Una tra il Napoli e il Como, l’altra tra Max e Cesc. Due allenatori, due filosofie, due personalità forti. Era la prima volta, un’altra, che i tecnici si rivedevano dopo le tensioni e gli screzi della sfida di San Siro. Si sono abbracciati e sorrisi nei secondi che hanno preceduto l’inizio del match. È stata una bella partita. 90’ intensi, divertenti, di bel calcio, nonostante il caldo e l’umidità asfissianti che hanno travolto il tardo pomeriggio partenopeo. L’ha vinta Cesc. Nelle scelte iniziali, puntando su Diao e con l’asse Baturina-Alex Valle sulla sinistra. Nella qualità della manovra, nell’approccio aggressivo alla partita, nel capire i momenti. L’ha decisa (anche) la costruzione dal basso. Fidata alleata del Como. Al Napoli, invece, è costata la sconfitta. Si torna a festeggiare.
La cronaca
Caldo, molto caldo. Lo sottolineano entrambi gli allenatori nelle interviste prepartita. I ritmi che hanno scandito l’inizio della gara, però, sembrano non sentirlo. È un approccio diverso rispetto a quello di Udine. Aggressione più intensa e alta, maggior cattiveria e una maggior brillantezza. Dopo neanche due minuti il primo segnale. Bella azione manovrata da sinistra verso destra, la palla arriva a Diao che mette in mezzo, ma nessuno ci arriva. Al 6’ il primo pericolo, con Anguissa e McTominay che vengono murati in area da Valle. Al 17’ il vantaggio. Protagonisti sempre loro due: lancio di Valle, poi fa tutto Diao. Con uno stop anticipa e supera Oliveira, cross per Baturina. Stop, giravolta e sinistro che supera Meret. Il senegalese è decisivo. Dopo 20 minuti sono già quattro i cross. Poi due grandi occasioni, una per parte. Prima Lang di testa si mangia il pareggio. Al 29’ il Como spreca una ripartenza. Gol mangiato, gol subito. Capovolgimento di fronte, Hojlund riceve al limite dell’area, la protegge, la sposta e trova una gran rasoterra: 1-1.
Dopo pochi minuti, la costruzione dal basso costa cara ad Allegri. Scherzi del destino. Sul giro palla, Anguissa serve una palla scomoda a Rrahmani che cerca di servire Di Lorenzo, ma Baturina intercetta. Il pallone arriva a Douvikas che la piazza. Due gol in altrettante partite. Kean è avvisato.
Nel recupero il Como sfiora il doppio vantaggio con i colpi di testa di Baturina e Nico Paz. Sul primo c’è il grande intervento di Meret, sul secondo l’argentino colpisce troppo debolmente. Intervallo e squadre negli spogliatoi.
Secondo tempo
Nel secondo tempo partita a due facce. Il primo quarto d’ora vede ancora il Como padrone nel gioco. Gli ingressi di Alisson e De Bruyne aumentano la pressione e il potenziale offensivo del Napoli. Fabregas se ne accorge e passa a un 5-4-1. Le occasioni scarseggiano, la squadra di Allegri si butta in avanti per cercare il pareggio. Il Como fatica. Il Como si sacrifica. Il Como resiste. Anche in quel gol del Napoli annullato all’ultimo minuto. Nella ripresa ci sono stati momenti difficili, ma che al contempo raccontano tanto. Raccontano di una squadra che è diventata grande. Di giovani che dimostrano maturità, capacità di gestione e consapevolezza. Di quella riflessione esposta più volte da Cesc: bisogna dare la possibilità ai ragazzi di sbagliare. Si cresce anche, o soprattutto, grazie agli errori. E così i punti persi per inesperienza o ingenuità dopo partite dominate sono stati insegnanti fondamentali. Il tempo è un maestro. Da lui si impara l’importanza dell’attesa e del lavoro. La vittoria di Napoli è stata questo. Una lezione studiata e fatta propria. Venerdì c’è già il Genoa. Ma, intanto, ci si può prendere qualche istante per riguardarsi indietro e sorridere. Como sei grande. Grande davvero.
© RIPRODUZIONE RISERVATA