Como sul set di “Toro scatenato”. E non vuole fare la comparsa

La partita. Il turno infrasettimanale stasera alle 20.45 contro una squadra in salute. Ma gli azzurri non vogliono fermarsi. Fabregas: «Vengono da tre vittorie di fila e avranno molto entusiasmo». Ancora indisponibili Kean e Liberali

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Como.

Il Toro sbuffa fumo dalle narici, gratta con lo zoccolo sul terreno, pronto a caricare. Sulle ali dell’entusiasmo per tre vittorie di fila (non accadeva da sette anni) la squadra granata affronta il Como stasera, alle 20.45, con tutta la voglia del mondo di fermare la banda Fabregas. Ma per restare nella metafora da corrida, di fronte avrà il torero spagnolo che sa come arginare i pericoli, con astuzia, classe, dinamismo, proprio come un abile toreador. Magari gli piazzerà due veroniche con la muleta, e via. Nell’arena del vecchio Comunale ribattezzato Olimpico, sarà una bella battaglia. Lo scorso anno il Toro uscì da campo sanguinante con cinque banderillas sulla schiena. Ma stavolta forse sarà diverso. Vedremo.

Il Como che scenderà in campo a Torino, comunque, non è certo meno on fire del Toro. Pur avendo perso pezzi per strada, cammina sulla nuvoletta delle vittorie consecutive (tre come il Toro, ma una in Champions) e come sempre (ma è quasi inutile sottolinearlo) cercherà di portare a casa i tre punti con le solite armi : sfrontatezza e inventiva.

La formazione, con il turnover dettato dagli impegni ravvicinati, diventa un rebus, dipende dalle energie viste in allenamento, cose che a noi comuni mortali non è dato sapere. Però qualche ragionamento si può fare. Per esempio fermare Kaiki in questo momento ci parrebbe uno spreco. Dopo aver sgommato un po’ a vuoto nell’approccio della A (Fabregas gli ha preferito spesso Valle), con il Sassuolo il brasiliano è stato devastante, e al netto di una alternanza che si riproporrà, sarebbe suicida non sfruttarne il momento. Non da escludere magari anche da esterno alto. L’assenza di Diao, Liberali e Rodriguez, che impoverisce il settore degli esterni, potrebbe costringere Fabregas a ripresentare Da Cunha esterno a destra, con Paz e Baturina (ma magari Caqueret, che sembra più in forma del croato). Davanti conferma per Douvikas, fresco di rinnovo contrattuale fino al 2031, in attesa di capire meglio le condizioni di Kean, che non compare ancora tra i convocati. Fabregas, nelle frasi pre partita che stavolta la società ha mandato senza la consueta conferenza stampa, ha posto come sempre l’accento sulla ripetitività degli impegni. Una novità per il suo Como: «Domani con il Torino sarà una gara molto importante, la nostra quarta nel giro di 10 giorni». Prima di pensare agli avversari: «Affronteremo una squadra che viene da tre vittorie di fila e che avrà quindi molto entusiasmo. Dovremo rimanere concentrati per tutti i novanta minuti e gestire al meglio ogni fase di gioco». Un segnale positivo però arriva dall’ultima dichiarazione: «Ho visto i ragazzi sul pezzo in questi due giorni dopo la vittoria col Sassuolo, dobbiamo continuare così».

A questo punto, va detto, pretendere la terza vittoria di fila in campionato vorrebbe dire aver elevato il Como a una dimensione che forse non ha ancora. O forse sì. Pretenderla magari no. Ma pensare che questa squadra possa inanellare una serie en plein tra Fiorentina, Sassuolo, Torino e Venezia, beh non è fuori dal mondo. Cosa che tra l’altro porterebbe vantaggi in classifica, visto che domenica c’è il derby di Milano. Tornando ai convocati, (non c’è nemmeno Liberali) va sottolineata la presenza di un prodotto del settore giovanile: Matteo Papaccioli. Con la maglia del Como Under 16 ha collezionato 25 presenze arricchite da 7 reti e 6 assist. Ora è nella Primavera. A febbraio 2024 ha esordito con gli azzurrini in occasione dell’amichevole contro il Belgio Under 16; in Nazionale Papaccioli ha all’attivo, complessivamente, 11 presenze e 3 gol tra Under 16 e Under 17.

Un talento di quelli che piacciono a Fabregas.

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