Como, stamattina atterra il nuovo acquisto Kaiki

Mercato Il brasiliano esterno basso ma molto offensivo atteso a Malpensa. Poi le visite mediche

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Como

Oggi il brasiliano Kaiki Bruno arriva in Italia. Previsto lo sbarco alla Malpensa in mattinata (ore 10) per poi procedere alle visite mediche. E’ il primo acquisto del Como per il 2026-27. Ai brasiliani andranno 14 milioni di parte fissa più un altro di bonus. Kaiki arriverà in riva al lago a titolo definitivo. Freccia della fascia sinistra, andrà a sostituire Alberto Moreno. Stessa interpretazione del ruolo, favorita dalla esplosività dei suoi 23 anni. Guardate i video, e lo troverete spesso a fare l’ala sinistra. Un profilo perfetto per Cesc Fabregas che vuole gli esterni sempre molto offensivi, capaci di aggredire e andare sul fondo a piazzare i cross. E Kaiki, con i suoi baffetti che pare uscito da un calcio Anni Novanta, i cross li sa fare, anzi sa fare proprio gli assist liftati in profondità, quelli che piacciono tanto all’allenatore spagnolo del Como.

Chi è

Partiamo dal nome. Si chiama Kaiki Bruno (all’anagrafe Kaiki Bruno da Silva) perché “Kaiki” è il suo nome di battesimo – una variante brasiliana del nome indigeno Kaique – mentre “Bruno” è sia il suo secondo nome che un cognome molto diffuso in Brasile. Il calciatore brasiliano usa comunemente questa combinazione come nome d’arte, una pratica culturale molto comune nel calcio sudamericano per identificare i giocatori in modo unico. Ha giocato solo ed esclusivamente nel Cruzeiro, maglia blu come il Como, dove ha fatto le giovanili e ha esordito in prima squadra nel 2021.

E’ stato chiamato da Ancelotti a marzo, e ha sognato addirittura il Mondiale. A 23 anni si è guadagnato la prima chiamata in Nazionale, con tanto di esordio, per le due amichevoli contro Francia e Croazia, giocando il quarto d’ora finale di quest’ultima, chiamato al posto dell’ex bianconero Alex Sandro, oggi al Flamengo, costretto però a dare forfait e ad abbandonare il ritiro a causa di un infortunio muscolare.

In passato era già stato adocchiato dal Bologna e dalla Juventus. Al Como avrebbe potuto arrivare a gennaio, visto che gi azzurri si erano mossi alla ricerca di un nuovo terzino sinistro per sostituire Alberto Moreno, in scadenza a giugno . Qualcuno aveva parlato di affare fatto, di operazione conclusa, ma alla fine tutto si era risolto in nulla. Il Cruzeiro aveva scelto di trattenerlo nella propria rosa, regalandogli pure un aumento di stipendio. E lo stesso calciatore ha accettato di buon grado, preferendo continuare il proprio percorso di crescita a Belo Horizonte. «I suoi agenti hanno esercitato una forte pressione - si è sfogato in seguito Bruno Spindel, ds del Cruzeiro - con diverse offerte per portare via il giocatore. Kaiki è una persona straordinaria, non ha mai cambiato minimamente il proprio comportamento al Cruzeiro, non ha modificato il proprio atteggiamento. Si è sempre presentato alle partite, è una persona di carattere eccezionale, così come suo padre, che nutre grande rispetto per il Cruzeiro».

Numeri importanti

C’è un altro dato che piacerà molto a Fabregas. Secondo il sito Sofascore a un certo punto del 2025 si è piazzato al primo posto tra i giocatori del Cruzeiro nella classifica dei palloni rubati, palloni intercettati e duelli vinti. Un aspetto molto importante in una squadra che è sempre ai vertici della classifiche per palloni riconquistati. Un dato che deve essere stato decisivo.

Un po’ di storia? Agli esordi Kaiki si divideva tra calcio e futsal, il calcio a 5 alla brasiliana: faceva il trequartista, addirittura il centravanti. Soltanto in seguito gli hanno arretrato la posizione in campo. Quando gliel’hanno chiesto nelle interviste, Kaiki ha spesso posto l’accento sui sacrifici fatti durante i primi anni di vita. I riflettori si sono posati molto presto sul futuro terzino del Cruzeiro e del Brasile, considerato una promessa sin da quando militava nelle giovanili del piccolo São Cristovão, società con sede a Betim, nello Stato di Minas Gerais, lo stesso del suo attuale club. Il trasferimento a Belo Horizonte si è concretizzato a 11 anni.

«Il mio percorso per arrivare fin qui non è stato facile - ha ricordato qualche anno fa - Ho rinunciato a parte della mia infanzia per dedicarmi al mio sogno. Per raggiungere questo traguardo ho avuto bisogno di forza di volontà, perseveranza e, soprattutto, di Dio e del sostegno della mia famiglia».

«A soli 4 anni si poteva già notare il suo talento e quello del fratello maggiore, Rhuan - ha raccontato invece il padre - Quando Kaiki aveva 7 anni li ho iscritti entrambi al São Cristóvão: lì si sono subito distinti».Se il Como è arrivato a un passo dal portarlo sulle rive del lago a gennaio, salvo riuscire nell’intento a giugno, qualche anno fa era stata la Juventus a mettere concretamente gli occhi addosso a Kaiki.

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