( foto cusa)
Le due partite. La squadra azzurra si è fermata a un passo dalla finale, sconfitta alla lotteria dagli undici metri. Ma il successo sull’Alula e il pari con gli spagnoli hanno mostrato il talento di Cuenca e soprattutto di Liberali: che gol
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Niente finale di Como Cup per gli azzurri di Fabregas, ma che bello rivedere la squadra davanti al suo pubblico a mettere in mostra giovani talenti e regalarci le prime indicazioni in vista della prossima stagione. Lariani ieri sera in campo in due sfide da 45 minuti ciascuna, quelle contro Al-Ula e Villareal, che hanno portato una vittoria contro i sauditi e un pareggio con il sottomarino giallo spagnolo, poi diventato sconfitta dopo i calci di rigori.
La serata era iniziata alle 19 con la prima partita proprio tra Al-Ula e Villareal a dare il via al minitorneo. Qui la formazione in giallo ha avuto la meglio, con un netto 0-3 ai danni della formazione saudita: doppietta di Perez e tris di Cardona. Poi, è arrivato il turno degli azzurri, il momento più atteso. Per la prima partita alle 20.30 contro l’Al-Ula, Fabregas ha optato per una formazione iper sperimentale, composta per lo più dalle seconde linee. In porta Tornqvist, difesa a quattro con Kaiki Bruno, Goldaniga, Cuenca e Van Der Brempt, in mezzo Perrone al fianco di Lahdo, e poi l’attacco con Fadera, Rispoli e Azon alle spalle di Morata.
Pronti via e subito la formazione araba in vantaggio: azione sulla destra in cui Kaiki, non ancora in versione flash, si fa saltare con troppa facilità. Cross in mezzo e Kiyoto a porta vuota deve solo spingere dentro dopo una deviazione con i piedi non perfetta di Tornqvist. Al 25’ entra Gabrielloni per Fadera e gli azzurri iniziano a spingere. Il pareggio arriva su azione da calcio d’angolo, dove Cuenca è il più lesto di tutti a sfruttare un rimpallo in mezzo all’area e trovare la zampata vincente. In queste prime uscite il talentino ex Barcellona classe 2007 ha dimostrato grande personalità. E chissà se la sua parabola potrà seguire quella già tracciata da Ramon la passata stagione. La rete del vantaggio arriva a pochi minuti dal fischio finale. Perrone trova una traccia in mezzo all’area per Morata che serve subito Azon: lo spagnolo a porta spalancata non può sbagliare. Chiude la partita Gabrielloni (e chi, se non lui?) che sfrutta un assist di un tarantolato Azon e insacca da pochi metri, tra cori ed estasi dei numerosi tifosi presenti per il 3-1 finale.
Nel secondo match contro il Villareal spazio ai titolati con Butez in porta, Ramon, Kempf, Smolcic e Valle dietro, centrocampo con Milla e Da Cunha, attacco con Liberali, Rodriguez, Caqueret e Douvikas. Come nella prima sfida, a partire meglio sono gli ospiti con il palo colpito da Romero. Il Como ci prova e alla fine riesce a sfondare grazie alla fantasia del gioiellino Liberali, tra i più ispirati della serata. Il nuovo acquisto classe 2007, partito dalla trequarti destra, in più occasioni si è accentrato cercando la conclusione, fino all’azione che ha portato al gol magia: un sinistro da dentro l’area, leggermente deviato, che si è insaccato sotto l’incrocio. E c’è già chi lo descrive come il “Nico Paz italiano”.
La reazione del Villareal arriva pochi minuti dopo con Moreiro che dal limite dell’area scarica un destro a giro su cui Butez non può arrivare. Al termine dei 45 minuti il risultato resta in parità e la gara viene decisa ai rigori (al meglio di tre). Per il Villareal segnano Moreno, Moleiro e Mikautadze. Nel Como sbaglia Da Cunha e a nulla serve la rete di Douvikas. Il sottomarino giallo sfiderà dunque il Lens nella finalissima di sabato, mentre il Como scenderà in campo venerdì sera per le sfide che determineranno le posizioni dal terzo al sesto posto.
Siamo solo all’inizio. Ma questi squilli azzurri fanno ben sperare in vista di una stagione che si preannuncia rumorosa.
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