Esce Leo, entra Nico. Molto più di una semplice immagine
La scena Un momento iconico che ha segnato l’esordio al Mondiale del gioiello comasco. Un giorno i bambini potranno dire: «Ho vissuto nell’epoca di Paz»?
Lettura 1 min.Como
Argentina-Algeria, minuto 80’. Il tabellone luminoso si accende, i numeri rossi e verdi ballano per un istante. Lo stadio si alza in piedi, perché sta uscendo il giocatore più forte del mondo. 39 anni, ha appena segnato una tripletta al suo sesto Mondiale. “Messi, Messi”, urlano dagli spalti. Lui saluta e si dirige verso la panchina. Al suo posto entra Nico Paz.
Lui, il gioiello argentino del Como, è stato il primo giocatore lariano a esordire al Mondiale. Perché nella partita che si giocava in serata, quella tra Francia e Senegal, Diao è rimasto in panchina per tutta la durata del match. E quale esordio migliore di prendere il posto del più grande di tutti? L’immagine che ritrae Messi che dà la mano a Paz è una di quelle che difficilmente i tifosi e tutti gli appassionati, dimenticheranno. Un passaggio generazionale che ancora non possiamo sapere come si evolverà, ma comunque carico di una potenza simbolica significativa.
Epoche
C’è chi ha potuto dire a figli e nipoti, «io ho vissuto quell’epoca là». Chi quella di Alfredo Di Stéfano e Ferenc Puskás. Chi quella di Pelé e Johan Cruyff. Chi quella di Diego Maradona e Van Basten. E chi quella di Cristiano Ronaldo e Lionel Messi.
Chissà allora se un giorno i bambini che stanno seguendo tutto il percorso di Nico, dalle giovanili nel Real al passaggio al Como, fino all’esordio Mondiale, potranno dire ai posteri «ho vissuto l’epoca di Nico Paz». Ci piace pensarlo, a noi innamorati del pallone. Che quella di ieri non sia solo una foto ma qualcosa di più. Nico sui social ha scritto: «Ho sognato questo per tutta la vita e il giorno è arrivato. Debutto in una Coppa del Mondo, davanti alla mia famiglia». Non stentiamo a crederci, vedendo quel filo invisibile che per qualche secondo ha unito le mani dei mancini d’Argentina.
E lasciatecelo dire, per i tifosi lariani una scena del genere ha contribuito ad alimentare l’orgoglio e la gratitudine per quello che la società ha costruito negli ultimi anni. Che soddisfazioni. Riguardando indietro ai tempi dei Ciuccariello e delle Essien vengono i brividi.
Prossime sfide
Del resto, vale a dire quei 10 minuti in cui Nico ha giocato, forse non ha nemmeno senso parlare. A partita già chiusa, Paz ha fatto giusto in tempo a toccare 8 palloni servendo 4 passaggi. Vedremo se già dalle prossime sfide contro Austria e Giordania riuscirà a ritagliarsi più spazio. In quel caso, sarà l’occasione per capire in modo più approfondito l’apporto che riuscirà a dare alla sua Nazionale.
Lo stesso discorso vale per Diao che, come detto, non ha avuto spazio nella prima uscita contro la Francia; i prossimi impegni del suo Senegal lo vedranno di fronte a Norvegia e Iraq. Ieri sera, invece, è scesa in campo la Croazia di Baturina contro l’Inghilterra. Per il centrocampista del Como, a proposito di campioni, l’occasione di fiancheggiare un certo Luka Modric.
© RIPRODUZIONE RISERVATA