Fabregas e la sfida di Lens: «Proviamo a vincere, con il nostro gioco»
Como in campo in Champions League mercoledì alle ore 21 allo stadio Bollaert-Delelis
Como
«Mi piacerebbe iniziare con un messaggio per quello che è successo a Jesus de Miguel. Mando un abbraccio alla famiglia e ai compagni, siamo molto vicini a loro e ai suoi cari, che stanno dimostrando una grandissima forza in questo momento terribile». Così, parlando in spagnolo, Cesc Fàbregas ha voluto cominciare la conferenza stampa prepartita di Lens-Como omaggiando il giocatore del Tenerife di 30 anni morto in campo dopo uno scontro con il portiere dell’Andorra.
Smaltita l’emozione, il messaggio del tecnico del Como, a Lens affiancato da Jean Butez, è stato molto chiaro: giocare con la mente più libera possibile. È l’indicazione che Cesc Fàbregas ha dato ai giocatori del Como, per affrontare il Lens, quarta partita di Champions League nella storia del club, mercoledì sera alle ore 21 allo stadio Bollaert-Delelis.
Dopo aver battuto Lipsia e Manchester United in casa, il sogno è ottenere la prima vittoria europea lontano dal Sinigaglia. «La squadra sta bene ed è carica – ha detto il tecnico spagnolo -, vogliamo cresce e vivere fino in fondo questa esperienza. C’è anche tanta voglia di giocare, non vediamo l’ora che arrivino le 21 per scendere in campo. Sarà una partita speciale, in un ambiente speciale. Proveremo come sempre a godere del momento, provando a vincere».
Il Como ha 6 punti in classifica, questa trasferta mette in palio punti che potrebbero avere un peso specifico enorme, addirittura per la qualificazione agli ottavi: «La Champions come dico spesso è un regalo che i giocatori hanno fatto a sé stessi, a me, al club e alla città. Sarà una sfida importante, ma dico di provare a dimenticare la classifica: l’obiettivo è provare a vincere, con il nostro gioco, consapevoli che servirà una grande, grande prestazione. Il solo fatto di essere qua, però, ci dà la forza per cercare la vittoria».
Il tecnico non si è sbilanciato sulla formazione, nemmeno sul portiere. La presenza di Jen Butez al suo fianco non significherebbe nulla: «Società e squadra crescono piano piano e c’è un ottimo livello in ogni in ogni ambito di questo club. Anche il ruolo di portiere è ben coperto. Jean è un grande professionista, per quello che ci ha dato, da sempre. Ma questo è sport, è calcio: tutti si devono guadagnare il posto ogni settimana, io stesso quando giocavo ho sempre avuto queta mentalità. Abbiamo tre portieri, Butez e Sanchez sono a un livello altissimo e siamo fortunati: è un grande vantaggio per noi avere portieri così forti».
Avere una media altissima di gol segnati in Champions, oltre 3 a partita, può essere un bell’aiuto. Gli fanno notare la differenza tra la media realizzativa del Como in A e in Europa.
Ma Fàbregas frena: «È una media da top club, un po’ irreale. Come succede in campionato, con il passare delle giornate, si abbasserà. Ma l’importante è che la squadra si stia ritrovando bene in entrambe le competizioni: abbiamo fatto finora nove vittorie, due pareggi e due sconfitte. Siamo contenti, stiamo creando una cultura e un’identità». E il fattore campo può essere impattante? «Su questo tema passo la palla a Butez, che è nato qua vicino... Io ho giocato in questo stadio, l’ambiente è pazzesco, fin dal riscaldamento».
Chiamato in causa, Butez conferma. Conosce bene il “Bollaert-Delelis”: è nato nel Nord della Francia ed è cresciuto nel vivaio del Lille. E prima di firmare con il Como, ebbe un contatto con il Lens: «È vero, sono nato non lontano da qui e ho fatto tutta la trafila nel Lille. Per me, che vengo dal Nord, esiste un legame forte. Oggi sono un giocatore del Como e quella rivalità-legame con il Lille non conta». Il portiere ricorda bene l’atmosfera che si respira nell’impianto del Lens: «Da spettatore ho vissuto delle bellissime serate. Per un calciatore, il desiderio più grande è poter vivere momenti simili direttamente sul terreno di gioco».
Lens-Como sarà anche l’occasione per incrociare Robin Risser. Butez era stato convocato dalla Francia proprio per sostituire il portiere del Lens, costretto al forfait. Tuttavia, i due non si conoscono personalmente: «Non ho mai incontrato Risser, ma siamo accumunati dalle nostre presenze in Nazionale. Gli auguro un grande futuro con i “Bleus”».
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