Fabregas in conferenza: «Non esaltiamoci troppo. Parma? Cuesta sa preparare le partite»
Il tecnico «Siamo stati vicini a riprendere Diego Carlos. Sarà bello rivederlo»
Lettura 2 min.Como
Aria distesa e sorrisi sui volti di tutti nel centro di Mozzate, dove prevale ancora l’euforia per il debutto incredibile in Champions League contro il Lipsia (4-2), ma ora il Como deve tornare con i piedi per terra e tornare a giocare in campionato. Aria di vigilia visto che domani al Sinigaglia ci sarà il Parma a bussare ai cancelli, come spiega anche Cesc Fabregas in conferenza stampa: «Mancano più di 24 ore e un giocatore recupera molto bene. Sono tutti a disposizione, sanno dell’importanza della partita, a quello a cui giocano. Il Parma ha giocatori di buon livello e l’allenatore è qui da un anno, sa preparare bene le partite. Verranno qui a provare a fare una bella gara, vedranno se siamo stanchi o meno. O almeno, io lo farei. Domani dobbiamo essere una squadra con grandissima energia».
In seguito, è stato posto un interrogativo sulla percezione e l’immagine che i media italiani stanno cambiando e ricollegando al Como. Invece il tecnico biancoblù evita pensieri legati a chi possa salire o meno sul “suo” carro: «Io sono sempre molto tranquillo. Oggi è un momento per essere tranquillo, non mi esalto se ora stiamo andando ’bene’, nonostante abbiamo vinto 3 partite. O magari ha un impatto mediatico diverso. Ma quando va tutto male non è che sei il più scarso o il peggiore. Dobbiamo essere bravi a capirlo, dobbiamo escluderci da questo mondo. Meno si legge questo, meglio si può fare il nostro lavoro».
Un passaggio curioso ha riguardato anche il mancato ritorno di Diego Carlos al Como, affare saltato per determinate dinamiche di mercato. «Io con Diego ho parlato tutta l’estate, abbiamo un grandissimo rapporto», ha svelato Fabregas. «È vero, era sempre dentro la nostra testa, abbiamo avuto una bellissima conversazione quando non si è fatta. Ma la cosa più importante è la stima che c’è, fa piacere. Un grandissimo ragazzo, ha fatto parte della famiglia. Alla fine non è successo per qualche piccolo dettaglio, lo ringrazieremo sempre. in un momento Kempf era un po’ infortunato, Ramon non aveva mai giocato così tanto e lui ha spinto. Vogliamo ringraziarlo».
Sulla bocca di tutti al momento ci sono due protagonisti in particolare del Como, in primis Martin Baturina che sta oscurando anche Nico Paz nell’ultimo periodo: «È un giocatore un po’ anarchico, sente bene la giocata. Il primo gol dell’altro giorno, contro il Lipsia, se guardi solo Martin è incredibile. Sta aperto, va fuori, gioca indietro e non sprinta mai ma alla fine si incrocia all’altro lato del campo, si mette con la postura giusta e dopo c’è l’uno contro uno di Douvikas. Poi ha la forza e ambizione, oltre che la fame, di sprintare in area, scivolare e metterla in rete. È un gol che ti fa vedere che tipo di giocatore è. Ha 23 anni, è dentro il processo, gli troviamo un posto l’anno scorso, cresce, va al Mondiale, adesso arriva con fiducia e qui c’è l’umiltà e la fiducia di sapere di spaccare la partita indipendentemente dalla partita».
Infine ha speso parole importanti per la rinascita di Assane Diao: «Sta andando a un livello superiore, ha avuto un impatto grande quando è arrivato e la testa però non aiuta con gli infortuni. Adesso ha trovato continuità, lo vedo tranquillo, mentre l’anno scorso lo vedevo disturbato e se c’era qualcosina che non andava bene si innervosiva, aveva paura. Ora ha serenità, ha trovato la strada giusta e non è facile dopo il lungo infortunio».
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