Fabregas: «Un vero capolavoro costruito con gli Under 23»

Il tecnico sul suo futuro: «La vita è lunga, c’è ancora tantissimo da fare qui a Como. Sono molto felice per la gente di questa città»

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Cremona

Fabregas arriva in sala stampa felice, ha ottenuto il massimo risultato cui poteva ambire alla fine di questi 90 minuti. Ma ha potuto parlare poco perchè i giocatori hanno fatto irruzione in sala stampa innaffiando tutti, lui per primo. E così ha dovuto lasciare la platea. Ha incassato i complimenti di Gasperini in diretta su Dazn. Aveva detto alla squadra che con due vittorie si andava va in Champions? «Vero, l’ho detto, ho fatto vedere il video di un ciclista che era sesto, mette il piede davanti all’ultimo secondo. Servivano cinque-sei vittorie di fila, ma la sensazione era che fossimo vicino al nostro obiettivo».

A livello personale dove colloca questa impresa? «Altissimo, vanno considerate tante cose. Ora è difficile, dire dove. Per come e con chi è stato fatto. Abbiamo fatto questo con giocatori Under 23, questo è un capolavoro di tutta la squadra. Questi ragazzi mi hanno ascoltato sempre, abbiamo e hanno alzato il livello quando serviva, anche dopo due ko. Chapeau alla squadra. Loro sono quelli che realizzano questo sogno, sono contento per la gente di Como che si merita tutto questo». Poi sul progetto: «Il presidente mi ha dato le chiavi dell’operazione calcistica, quasi quattro anni fa eravamo senza centro sportivo e ci massaggiavamo dentro a un bar. Ora, meno di quattro anni dopo giocheremo la Champions e io sono solo al mio secondo anno e mezzo in panchina. Qualche volta sono pesante, ma questa è la mia vita. Questo mi rende orgoglioso, il Como mi ha dato una grande opportunità».

Paz meglio nelle mani di Mou o Fabregas? «Beh, Mou ha vinto tutto, quindi dico Mou. Ma io preferisco averlo con noi. È un campione, la squadra però ha saputo vincere anche senza di lui più volte». Ora è dura, puoi essere nel mirino di tante s squadre? «Io sono molto tranquillo, ma sono contento di quello che stiamo facendo e con chi. Noi abbiamo sempre voglia di avere di più, anche lo scorso anno. La vita è lunga, ho 39 anni. A 80 mancano tanti anni, non c’è fretta. Si deve imparare molto tutti i giorni. Manca ancora molto da fare qua».

Dall’altra parte l’allenatore della Cremonese Marco Giampaolo riconosce i meriti del Como: «Il Como è di un altro livello. Se li prendi alti, hanno un portiere straordinario che trova un passaggio in avanti, se li aspetto portano molti uomini nella tua metà campo. Mi aspettavo un Como in palla che venisse qui a determinare. Non è una squadra italiana che aspetta. Non era la partita ideale per giocarci la salvezza. Io? Tutto ha un tempo. La retrocessione va metabolizzata».

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