Il Como viaggia a ritmo delle big: + 6 rispetto al 25-26. Domani la Champions
La situazione Una classifica pazzesca alla vigilia della scontro diretto contro l’Inter. Adesso c’è il Lens in trasferta e c’è il problema di far riposare Douvikas
Como.
Ci siamo svegliati stropicciandoci gli occhi. La classifica è lì da vedere. E inserisce il Como tra le big del campionato. A due punti dall’Inter e a uno dalla Roma. A-5 dalla Lazio, che però non fa lo stesso effetto, visto che resta sotto dimensionata dai bookmakers. Dunque siamo lì. Lo scorso anno a quest’ora il Como aveva 17 punti, quest’anno ne ha 23. Sei punti in più nell’arco di dieci partite sono un incremento pazzesco. Lo scorso anno a quest’ora il Como era settimo, si pronunciava la parola “Europa” solo per scherzo, e invece sarebbe arrivata la Champions. Adesso il Como è quarto. Con incrementi in gol fatti e in gol subiti.
La caratteristica più importante del Como di Fabregas è sempre stata il miglioramento in corso d’opera
Per la precisione: lo score dell’anno scorso aveva detto Como-Lazio 1-0, Bologna-Como 1-0, Como-Genoa 1-1, Fiorentina-Como 1-2, Como-Cremonese 1-1, Atalanta-Como 1-1, Como-Juventus 2-0, Parma-Como 0-0, Como-Verona 3-1, Napoli-Como 0-0. Quest’anno: Udinese-Como 1-1, Napoli-Como 1-2, Genoa-Como 1-4, Como-Parma 2-1, Frosinone-Como 2-0, Como-Roma 0-0, Fiorentina-Como 1-3, Como-Sassuolo 2-0, Torino-Como 1-3, Como-Venezia 1-0. Ma qui c’è di mezzo anche la Champions, che il Como ha affrontato con piglio da leader: 4-1 al Lipsia e al Manchester United, più il ko onorevole con il Feyenoord. Tutto questo per dire che il Como ha già spazzato via l’inizio del campionato dello scorso anno e se tanto ci da tanto, la caratteristica più importante del Como di Fabregas è sempre stata il miglioramento in corso d’opera. Perché il suo calcio fatto di automatismi e meccanismi studiati al centimetro va imparato, digerito, ruminato e poi messo sul campo.
Il meglio deve ancora venire
Lo scorso anno 9 successi nelle ultime 15 partite. Due anni fa furono 8 nelle ultime 15. Due cavalcate che consentirono agli azzurri, due anni fa di passare nella parte sinistra della classifica e un anno fa di conquistare la zona Champions. Questo per dire che sinora le squadre di Fabregas (anno della promozione in serie A compreso) hanno dato il meglio nella seconda parte della stagione e se tanto ci dà tanto, si può sperare in qualcosa di buono. Ottimo. Lottare per lo scudetto? Argomento ludico che va bene al bar. Adesso è presto. Certo per riconfermarsi in zona Champions, poi si vedrà. Nel frattempo nel trittico con Sassuolo-Torino-Venezia il Como ha dimostrato una maturità tale, vincendo senza brillare per tutti i 90’, che può dire di aver fatto uno step importante in avanti. Fabregas ne è contentissimo, persino digerendo di non aver fatto divertire sempre come piace a lui.
Il doppio impegno
Adesso c’è il Lens. Quarta partita di Champions. Fabregas spesso ha detto di prediligere il campionato, ma certo sinché il Como è la migliore italiana in classifica nella fase di qualificazione, e con il fatto che gli mancano tre-quattro punti per sperare almeno nei playoff, conoscendolo è difficile che utilizzi la Champions come campo di allenamento per il campionato.
Il primo problema sono le energie di Douvikas,
che andrebbe fatto riposare. L’allenatore lo ha ammesso, è una questione
Detto questo, il primo problema sono le energie di Douvikas, che andrebbe fatto riposare. L’allenatore lo ha ammesso, è una questione. Ma ha deciso di schierarlo (per 90’) con il Venezia e dunque è facile che con il Lens domani vedremo il falso nove. Non è solo un problema di energie, ma anche di prevenzione infortuni. Ed essendo l’unico attaccante di ruolo, è un dubbio che viene spontaneo. Poi ci mettiamo nei panni anche dei tifosi azzurri che adesso devono anche un po’ scegliere su cosa mettere la testa, se andare a Lens a vivere la seconda trasferta europea, oppure concentrarsi su San Siro con qualcosa di più fattibile di un sogno, cioè di scalfire la corazza della rivale storica Inter, non per una semplice soddisfazione di campo, ma soprattutto perché vincere lì vorrebbe dire addirittura sorpasso in classifica. La settimana più pazza della loro vita.
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