Kean vuole il Como: rottura con i viola. Tutti gli sviluppi
Il caso L’attaccante ieri mattina si è rifiutato di allenarsi ed è stato multato. Poi ha lavorato, da solo, nel pomeriggio. Chiara la sua intenzione di raggiungere Fabregas. Ma i toscani non hanno ancora accettato l’offerta: lo faranno oggi?
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Como
Non svegliate il Kean che dorme. Perché che Moise volesse il Como ormai era chiaro da giorni. Ma che il giocatore arrivasse in ritardo agli allenamenti e si rifiutasse di far parte della seduta mattutina con i compagni per dare un segnale alla Fiorentina, beh, è stata una mossa inaspettata, forse nemmeno troppo furba da parte sua. Alla fine si è creato un braccio di ferro difficile da sanare: la società viola ha multato il giocatore, chiedendogli di allenarsi individualmente nella seduta pomeridiana. E così Kean ha eseguito, sebbene ormai i rapporti con staff e allenatore siano ai minimi termini.
Che succede ora? Il suo passaggio al Como sembra ormai una formalità. Di casi come questi ce ne sono già stati parecchi in passato e si sono risolti tutti con una cessione. Non appena la Fiorentina troverà l’accordo per un sostituto, dunque, Kean potrà trasferirsi sul lago e il Como avrà finalmente il suo nuovo attaccante per 40 milioni complessivi tra parte fissa e bonus.
Una carriera di livello
Inutile dire che l’acquisto di Kean cambia in maniera considerevole le ambizioni del club. Qualcuno forse se lo dimentica, ma la carriera di Moise fin qui è stata di primissimo livello.
Ben 301 presenze e 84 reti con i club, in un percorso che lo ha portato a giocare anche in Premier League e in Ligue 1, a cui vanno aggiunte le 13 marcature con la maglia della Nazionale in 26 partite disputate. Per un classe 2000, un percorso tutt’altro che banale. Tanti anni alla Juve, dove ha iniziato giovanissimo, realizzando 123 presenze condite da 22 gol. La prima di queste con un valore speciale, il 17 maggio 2017 a Bologna, quando è diventato il primo calciatore del nuovo millennio nei cinque maggiori campionati europei a segnare una rete. Poi il prestito all’Hellas Verona, la sua prima annata completa tra i professionisti con 4 reti in 20 partite. Ma soprattutto le esperienze all’estero che lo hanno portato prima in Inghilterra, all’Everton, in una stagione altalenante con 4 gol all’attivo, e poi al Psg, dove ha confermato il suo valore andando a segno 17 volte in 41 match.
Infine le più recenti avventure con la Fiorentina e come punta titolare della Nazionale. Anche in questo caso, c’è un record che lega Kean alla maglia azzurra: l’esordio il 20 novembre 2018 nell’amichevole con gli Stati Uniti all’età di 18 anni e 9 mesi lo ha reso il primo calciatore nato negli anni Duemila a giocare in Nazionale.
La scommessa di Fabregas
Se i numeri e le esperienze fatte in carriera sono dalla parte di Kean, l’altro lato della medaglia parla di una scommessa di cui Fabregas si è preso la piena responsabilità.
Non solo per il comportamento dell’attaccante, non del tutto esemplare visti gli ultimi accadimenti. E non solo per la sua salute fisica, con il problema alla tibia che rimane un’incognita. Ma soprattutto per le caratteristiche di questo attaccante, che sotto vari aspetti è diverso da Douvikas. Forte, certo. Ma adatto al modello di gioco del Como?
Cesc lo ha voluto a tutti i costi e dunque conviene fidarsi. Però Kean avrà senza dubbio bisogno di una prima fase di adattamento per abituarsi agli automatismi già ben assimilati dal resto della squadra. Sarà curioso vedere un centravanti del suo livello, con qualità che uniscono strapotenza fisica e capacità di attaccare la profondità, all’interno di un sistema di gioco che chiede alla prima punta anzitutto pulizia nei passaggi e sintonia con i trequartisti.
Il ruolo nel Como
Poi c’è un fatto inequivocabile: se la sua esperienza in maglia lariana sarà positiva o meno non possiamo saperlo, ma la scelta di Kean, in ogni caso, cambia lo status del club. Il Como riesce a comprare chi vuole, e in questo caso si assicura un attaccante pronto, già navigato, che fin da subito può essere decisivo. Non è un giocatore da valorizzare, né una delle tante scommesse a cui ci ha abituati la società in questi anni.
A Moise si chiede di recitare un ruolo chiave soprattutto contro quei top team contro cui Douvikas lo scorso anno non ha brillato. Il greco è stato una garanzia per buona parte del campionato, ma contro Juve, Milan, Inter, Napoli e Roma non è mai riuscito a lasciare il segno. Adesso arriva il bomber con le trecce, che quando segna balla per esultare. È il centravanti titolare della Nazionale italiana: più di così cosa si può chiedere?
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