Mirwan il visionario: la Champions è il grande successo di Suwarso

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Como

Il Como è come una di quelle astronavi aliene in cui fai fatica a vedere il davanti e il dietro, tanto le sue forme sono anticonvenzionali. Eppure, rigirandola per le mani, riesci a trovare il senso di tutto il meccanismo. Il grande segreto del Como in Champions è stato allineare i tre protagonisti di questo miracolo calcistico: al comando c’è il presidente Mirwan Suwarso, indonesiano, 55 anni, che ha scelto nei rispettivi ruoli (allenatore e giocatore più rappresentativo) due personaggi come Fabregas e Nico Paz che hanno la stessa sua identica visione. E cioè vedere spazi dove gli altri non li vedono, vedere opportunità dove gli altri nemmeno se li immaginano.

In fondo il segreto del Como è questo. Quando Paz mette il pallone in spazi ampi di prato, che per tutti sono lande desolate fuori dal gioco, e invece si rivelano appuntamenti con la meraviglia (assist a Douvikas in Como-Lazio, assist a Diao in Como-Napoli e mille altri), vuol dire che ha visto cose che gli altri (specie i difensori avversari) non hanno visto, come avesse in testa uno di quei caschi della realtà virtuale. Lo stesso casco con i visori scuri tipo marziano che ha in testa Fabregas, che parla un’altra lingua rispetto a tutto il calcio italiano, che disegna trame (appunto) marziane. Ma tutto questo, se si chiama progetto, deve avere un inizio, una filosofia, una strada maestra. Una visione. E quella visione di chiama Mirwan Suwarso. Il manager indonesiano che sette anni fa venne a Como invitato da Massimo Nicastro, in una giornata piovosa di inverno, gironzolò per la città (trovando molti ristoranti chiusi tra l’altro), guardò lo stadio, pranzò alla Canottieri. E là dove nessuno dei presidenti aveva visto qualcosa di speciale che non fosse un seppure meraviglioso pallone in rete, lui vide il terreno fertile per costruirci una favola.

Ci immaginiamo il discorso che sarà andato a fare agli Hartono per convincerli. Ma lui, che ha lavorato in televisione, avrà sicuramente attinto alla scenografia empatica che serve per fare film e documentari: ai patron indonesiani avrà disegnato in anticipo quello che si sta realizzando adesso e che è solo l’inizio di quello che lui ha in mente.

Suwarso è un personaggio speciale. E sottoposto a grandi pressioni perché gli Hartono hanno seguito la sua visone, ma vogliono anche dei risultati. Ha dalla sua la serenità tutta orientale che si raggiunge anche con speciali tecniche di respirazione. A un certo punto ha lasciato Londra per seguire più da vicino la sua creatura, stabilendosi a Como. E’ sempre calmo, sorridente, gentile. E’ uno che ama la vita e tutto quello che lo circonda. Non ha i tratti ansiosi del manager d’affari europeo, se cena in un incontro di lavoro, dà sempre l’impressione di avere un angolo del cervello in cui c’è spazio per apprezzare quello che sta facendo, dove si trova, il valore dei suoi interlocutori.

Non ha mai dimenticato che questa operazione è nata anche per l’amore a prima vista con questo territorio. Ha un obiettivo: rendere il brand Calcio Como+Lago di Como una industria sostenibile. Con una operatività totalmente diversa dalle nostre lungaggini burocratiche. E l’abbattimento della curva lo dimostra. Tutto e subito.

Buon lavoro, presidente. In Champions.

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