Occhio alla curva. La festa, i ricordi e una nuova era vicina
Appuntamento. Da ieri a domani sera ad Albate tre giorni di festa alla Associazione XXV Maggio. Una maniera (anche) per salutare il vecchio settore appena abbattuto e sognare con la struttura rinnovata
Lettura 2 min.Como
Tre giorni di festa. Tre giorni speciali. Per il passato. Per il futuro. Da ieri sera la Curva Como celebra il consueto ritrovo estivo. Appuntamento ad Albate, nella sede della Associazione XXV Maggio. Ieri l’antipasto con dibattito serale sulle trasferte eurpeee. Oggi e domani con musica, cucina, banchetti per la vendita del materiale e un viavai infinito di tifosi e anche di personaggi che hanno avuto un passato nel Como, come ex giocatori.
Come capirete senza che ve lo diciamo noi, si tratta si una festa speciale. Per tre motivi: per la nuova avventura europea che è una assoluta novità, non solo per la squadra, ma anche per i tifosi; per la nuova struttura in cemento che da settembre ospiterà i gruppi; e per l’addio alla vecchia curva, che è stata la casa dei tifosi per 24 anni. Dieci anni di Curva Monumento, diciassette di Curva Azzurra. La Curva Como ha battuto tutti per longevità.
Ricordi
Logico, dunque, che questa festa sia anche un amarcord per quei gradoni di metallo, poi diventati seggiolini. Amarcord condito dalle decine di foto che sono appese alle pareti della sede di Albate e che fanno da sfondo, da scenografia, da colonna sonora (visiva) a questa operazione nostalgia che albergherà in ognuno di noi. La mega curva eretta nel 2002, per la promozione in A del Como di Preziosi, che doveva essere provvisoria (comitati in allarme...) e che invece, tra una incertezza e l’altra, un fallimento e l’altro, è rimasta in piedi quasi un quarto si secolo. Troppo grande per le stagioni ai margini del calcio, spettrale, a volte quasi deserta, ma poi di nuovo piccola per contenere l’eplosione di passione degli ultimi anni. Chi l’avrebbe detto? Le immagini che pubblichiamo in questa pagina, sono una carellata di ricordi, di tappe che hanno visto la curva protagonista. Da quel Como-Empoli 2002-03, prima giornata di campionato di A, con il grande striscione del Centro Coordinamento a sovrastare tutto, i gruppi dei distinti confluiti in curva (Gruppo Storico) e gli Ultras orfani dei Blue Fans a comandare la baracca. Due stagioni di curva piena, anche se con risultati deprimenti, due retrocessioni di fila, eppure la scia di una passione ancora ben viva. Fino al primo fallimento. E poi anni con mezza curva deserta, nelle partite d’inverno in D, e chi comandava la curva (I Supporters, poi per molti anni i Lariani) a spostarsi di qua e di là. E poi quelle giornate speciali. Nell’estate del 2004, la serata dell’orgoglio azzurro: il Como stava per sparire dal calcio professionistico (poi non capitò) e quella sera arrivarono tutti, una fiumana di gente angosciata e innamorata. Anche se non c’era nessuna partita. Probabilmente la pagina più suggestiva e incredibile (non ce ne vogliano playoff, promozioni e vittorie) che abbia vissuto quel settore.
Date
Poi ci piace citare un ’altra data significativa: Como-Tritium del 2008, con la curva piena come in Serie A ma in D, segno che sotto la cenere covava la brace. La fugace B di metà Anni 2010, per riaccendere la passione, i playoff con Matera e Bassano, poi di nuovo un fallimento, anzi due.
Accanto ad altre dimostrazioni di passione in campionati poco invitanti, come Como-Gozzano del 2018, Como-Mantova del 2019 e altre ancora. L’ironia pungente tramite gli striscioni (vince «Andarci vicino conta solo a Bocce»), e lo slogan “Prima Como poi il Como”, una nuova maniera di sentirsi tifosi, prima della città poi della squadra, i tifosi a spalare il fango senza andare allo stadio, slogan poi diventato maglietta. Anche momenti drammatici, come il malore del tifoso a Como-Frosinone che fece interrompere la partita. Momenti controversi come la curva vuota pe divieto a Como-Venezia 2013.
E infine la cavalcata verso l’Europa, in A, con i seggiolini, la vecchia curva, spettrale, con i freddi gradoni grigi di metallo, diventata una tribuna colorata, i seggiolini, calda anche quando era vuota. Le coreografie giganti delle ultime stagioni. Immagini da conservare, per dire «Grazie Curva Como». La storia non è finita. Anzi. Comincia adesso.
© RIPRODUZIONE RISERVATA