Quando il ds del Napoli giocava sul Lario. «Lo spinsi a studiare»

Calcio Cristian Lurati oggi team manager del Sion racconta di quando Manna era a Bizzarone: «Me lo presentarono come un direttore sportivo nato»

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como

Dal calcio dilettantistico comasco al Napoli campione d’Italia.

La parabola di Giovanni Manna, attuale direttore sportivo del club partenopeo, affonda le sue radici tra i campi della nostra provincia e una figura chiave: Cristian Lurati, oggi team manager del Sion, protagonista dell’ultima puntata del video podcast “Quatar Ball” del portale Lariosport.

Comasco

Lurati, comasco classe 1973, ha raccontato il suo percorso – da calciatore dilettanti prima e dirigente poi nel calcio di casa, passando anche dal settore giovanile del Como e del femminile con l’allora Como 2000, fino alla lunga esperienza in Svizzera – ma anche l’incontro con chi, qualche anno dopo, sarebbe diventato uno dei manager più stimati della nostra Serie A.

«Giovanni lo presi all’Atletico Bizzarone nella stagione 2011/2012, arrivava dal Mozzate, dove abitava – ricorda Lurati –. Me lo presentarono come “un direttore sportivo nato”: non avevo mai sentito una definizione simile per un giocatore». All’epoca Manna, classe 1988, era un centrocampista con idee chiare e personalità forte. «Fu prezioso nella costruzione della squadra – prosegue Lurati – perché convinse diversi amici a unirsi al nostro progetto. Giocavamo in Prima Categoria, senza rimborsi, ma con tanta passione».

Fece un solo campionato a Bizzarone, per poi tornare a Mozzate, ma in Promozione.

Il dirigente comasco, al quale chiese consiglio, lo spinse anche verso la formazione nel campo manageriale del pallone: «Gli consigliai di frequentare un master in gestione sportiva. Gli dissi: “Ti aprirà una strada nuova, anche se dovrai smettere di giocare per un po’”. E così è stato».

Da lì Manna iniziò la scalata nel calcio professionistico: prima a Forlì, poi in Svizzera, tra Chiasso (nel ruolo da Team Manager) e Lugano con Zeman (da responsabile tecnico a direttore sportivo), fino al ritorno in Italia con la Juventus Next Gen e al salto in Serie A col Napoli. Un percorso che, per Lurati, conferma quanto talento ci sia nel calcio dilettantistico: «Io e Giovanni siamo la prova che la competenza non manca nei nostri campi di provincia. Servono solo opportunità, fortuna e il giusto tempismo».

Dieci anni

Dopo quasi dieci anni al Sion, dove gestisce la logistica e il rapporto quotidiano con i giocatori, Lurati guarda con orgoglio alle storie nate nel suo territorio.

«La passione resta il motore di tutto. E a chi sogna di lavorare nel calcio dico sempre: non inseguite i soldi, ma l’esperienza. Il resto arriva con il tempo». Da Bizzarone a Napoli, passando per Chiasso e Sion: una linea invisibile unisce il calcio di confine alle grandi piazze del nostro movimento.

E in mezzo, due uomini che hanno saputo trasformare la passione per il pallone in un mestiere.

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