«Testa alla serie A, Champions bella ma ora conta Napoli»

La conferenza. Fabregas non vuole distrazioni: «L’Europa è un regalo, ma adesso pensiamo al campionato». «Allegri? Lo rispetto, ha vinto tantissimo. Caqueret è importante. Non siamo al massimo ma vogliamo vincere»

Lettura 3 min.

Mozzate

Cesc Fabregas entra in sala conferenze con scritto in fronte un monito: «Non chiedetemi della Champions». Lo si capisce dalla faccia un po’ di traverso, come si aspettasse curiosità e domande solo sul sorteggio. E infatti la prima domanda arriva su quello. Sentimenti dopo il sorteggio? Fabregas spruzza bromuro: «Tutto molto bello, la Champions è un regalo che dobbiamo vivere al massimo. Un regalo per i tifosi e per tutta la comunità che ha vissuto con emozione la serata di ieri. Una valutazione sugli avversari è inutile perché comunque avremmo trovato squadroni in ogni caso. Ma l’avventura europea è una cosa in più. Vogliamo fare esperienza. Meraviglioso affrontare il Paris e il Barcellona, saranno notti speciali, ma scusate... per me oggi conta solo il Napoli. C’è una serie A da affrontare e soprattutto ci sono idealmente da recuperare i punti non presi a Udine. Dunque tenderei a parlare di Napoli...».

Udine

E allora via. A Udine il primo tempo non l’ha soddisfatto, poi con i cambi la squadra si è registrata. Ma può darsi che qualcuno non sia ancora al massimo? «Sarebbe strano essere al 100% al 28 di agosto, siamo ancora in assestamento. Anche se abbiamo lavorato bene. Poi ho giocatori giovani, magari gli chiedi come stanno, e si affrettano a rispondere “bene” perché hanno voglia di giocare e magari non è così. Comunque andiamo a Napoli per fare punti. Ho parlato con Vojvoda e mi ha detto che loro erano partiti 15 gironi prima di noi. Dipende dalle situazioni». A proposito: a Napoli lui è atteso da Allegri. Le polemiche dello scorso anno, le differenze di approccio. Cosa rimane sul tavolo? «Io ho massimo rispetto per Allegri. Basta vedere cosa ha vinto, avessi vinto io la metà di quello che ha vinto lui. Poi, sì, c’è stato qualche battibecco, sono giovane, magari sbaglio anche io. Si impara. Però la sostanza è che il Napoli è una squadra molto forte, fatta da campioni e allenata da un allenatore molto molto intelligente. E per questo una partita molto difficile. Tra l’altro il Napoli è un esempio per noi, De Laurentiis ha fatto un grande lavoro in 20-25 anni, e noi vogliamo costruire qualcosa di simile». Ma è già il Napoli di Allegri o è ancora quello di Conte? «Allegri, come detto, è un allenatore molto intelligente, dunque capisco che non abbia voglia di cambiare cose che magari funzionano già. Nel Napoli che ho visto contro il Genoa ho visto qualcosa di Antonio, ma anche già la mano del nuovo tecnico. Un mix. Adesso gioca 4-3-3, hanno esterni moto forti». Si parla delle scelte: potrà giocare Kaiki? «Kaiki sa essere devastante, in allenamento nessuno vuole fare l’esterno di destra perché teme di incontrarlo. E’ potentissimo, vi sorprenderà. Non so se giocherà a Napoli, ma sarà un giocatore importante». Liberali? «Vedo la luce nei suoi occhi, credo che avrà sicuramente il suo spazio. Non so quando, ma sicuramente ce l’avrà. A Udine è entrato molto bene. In Italia ci sono talenti giovani, ma adesso bisogna che noi allenatori troviamo il coraggio di farli giocare».

Si parla del gol incassato a Udine: «Ne abbiamo parlato con tutti, perché certi episodi se rivisti possono aiutare a migliorare. La ricostruzione della giocata è stata sbagliata. Ramon non salta, rimane staccato e arriva il gol. Kamara poi è un velocista, sicuramente è difficile fermarlo poi. Si poteva fare meglio».

Il saluto a Morata: «Sappiamo che le cose in campo no sono andate come speravamo, ma Alvaro ci ha aiutato molto lo stesso. E’ sempre stato per la squadra e ha aiutato tanto Douvikas. Quante volte li ho visti parlare, confrontarsi, quante volte ho visto Alvaro dare consigli a Tasos. Non ha tradito il suo ruolo di leader. Alvaro è stato un fenomeno, fino all’ultimo giorno, che è stato ieri. Possiamo solo ringraziarlo. Gli faccio l’in bocca al lupo per il suo futuro».

Si parla di mercato, e come poteva essere altrimenti? Fabregas non si mette certo a parlare di Kean, che non è ancora un giocatore del Como, ma non si tira indietro: «Vogliamo creare una squadra equilibrata, dove tutti possano entrare in ogni momento. Quest’anno si faranno rotazioni per forza. Ho giocato la Champions per tanti anni, è una sfida molto importante per tutti noi. Siamo inesperti, però. Non so dire se con 20 o 25 giocatori siamo a posto. Si prova, però non posso dire al 100% come andrà. Proviamo con un’idea, ma un’esperienza che magari tra 2-3 anni ci farà essere più pronti. Un processo accelerato, alle volte non sai come vivere queste situazioni. Ma per questo dobbiamo essere sereni. Ricci? Dovrebbe essere a Como tra poche ore. Ci aiuta nelle rotazioni. E poi abbiamo certo valutato la questione italiani».

Lista

E torna sulla Champions: «Abbiamo fatto un ritiro con 28 giocatori più i portieri, in Inghilterra addirittura eravamo in 30. Spero non mi succeda più. Il mercato in corso all’inizio della stagione è un problema. Girano voci, qualcuno può essere distratto. Perché io ho molto rispetto per chi ha fatto la storia del Como,e dunque dei giocatori che erano in partenza: ho cercato di coinvolgere tutti, ma dall’altra parte è logico che si lavora diversamente con chi sai che ancora al centro del progetto. La lista? Vedremo le scelte, entro il 1 settembre. Se terremo una terza punta? Vedremo il mercato, cosa succederà, però non vorrei che tutti pensassero solo alla lista Champions e si dimenticassero che c’è anche un campionato che è il nostro primo obiettivo. Dunque le scelte vengono fatte non solo per la lista Champions». Caqueret? E’ vero che è in partenza? «Per me Maxence è un giocatore importante. Sia che giochi, sia che sia seduto vicino a me in panchina. Ci ho parlato in ritiro, non mi è sembrato uno che volesse andare via. E’ un giocatore importante». Audero? «Rimarrà, certo».

Il Como terrà tre punte? «Siamo aperti a questo. Non lo posso assicurare. Se aiutano in squadra e in campionato, oltre alla Champions... dobbiamo avere gente fresca. Magari andiamo in Champions e cambiamo totalmente la squadra. La Champions è un regalo, capisco l’emozione di tutti ma le scelte in coppa devo ancora capire».

© RIPRODUZIONE RISERVATA