( fotoservizio andrea butti)
Basket Serie A Palazzetto, manager, coach e giocatori: quanti cambiamenti. Emozione per il raduno nel “pavilion” (a tinte biancoblu). Squadra al lavoro
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Cantù
Non è stata un’inaugurazione, non c’è stato il taglio del nastro. Ma l’emozione si è sentita forte e chiara. Cantù è tornata a Cantù, per ora solo per gli allenamenti, tra pochi mesi anche per le partite, quando l’arena sarà ultimata. L’occasione per entrare nel cuore del pavilion, la palestra già pronta che sorge adiacente al cantiere della nuova arena, l’ha offerta il primo allenamento della S.Bernardo, con la squadra quasi al completo, per il primo giorno di lavoro agli ordini di coach Frank Vitucci e del suo staff.
Dopo il primo passaggio delle “leggende” canturine, stavolta hanno calcato il fiammante parquet della nuova struttura i nuovi giocatori di Cantù, che hanno iniziato così a muovere i primi passi e a conoscersi. Visite mediche al mattino, ritrovo nel pomeriggio in palestra. Mentre coach Vitucci era alle prese con la prima raffica di domande della stampa, la squadra era già in campo per un riscaldamento lungo e articolato condotto dal nuovo assistente Mattia Consoli. Lavoro fisico, ma anche subito con il pallone, mentre Vitucci osservava attentamente a bordo campo. Sono stati provati parecchi giochi a tre, senza contatto, coinvolgendo anche i sei ragazzi aggregati del Pgc.
Anche tra i giocatori, il clima sembra disteso, in un ambiente di lavoro tutto nuovo che invoglia. A proposito del pavilion, a centrocampo campeggia il nuovo logo di Cantù, richiamato nelle sue varie declinazioni anche sulle pareti, colorate a forti tinte blu che richiamano i colori sociali destinati a tornare anche sulle maglie. La tribuna da 170 posti ora non serve ed è stata spostata, essendo rimovibile. Presenti i nuovi acquisti Brown, Gravett, Udom, Flagg, Grazulis e Parravicini, mentre domani è atteso il play Semaj Christon e l’ultimo ingaggiato, Isaiah Miles, arriverà nel fine settimana. Sorpresa: si è aggregato alla squadra anche Pietro Aradori, un ex, che è in attesa di trovare una squadra per la prossima stagione.
La squadra lavorerà - a porte chiuse - con uno schema base doppio-doppio-singolo, ma saranno i carichi di lavoro, di fatto, a programmare le sedute delle prossime sei settimane. La prima uscita dei biancoblù sarà sabato 29 a Tortona, in uno scrimmage a porte chiuse. Dall’1 al 6 settembre, la squadra si trasferirà a Livigno per il mini-ritiro all’interno della Valtellina Summer League.
Prima dell’allenamento, brevi discorsi a beneficio di stampa e istituzioni: «È una tappa importante, un momento significativo e di emozione – ha detto Antonio Munafò, presidente di Cantù Arena -, la nostra pallacanestro torna a Cantù dopo cinquant’anni di esilio». Al suo fianco Sergio Paparelli, presidente di Cantù Next: «Grazie a tutti i soci di Cantù Next: abbiamo creato una grande opera». E per finire, il Ceo di Cantù Arena, Andrea Mauri: «A settembre, vorremmo fissare la data ufficiale di inaugurazione di un’opera che Cantù aspetta da decenni».
Un breve tour guidato ha mostrato lo stato dell’arte dell’arena, condotto da Joe Rizzello, di Legends Global: «Ci saranno un ristorante, un bar che speriamo diventi un punto di riferimento per gli sportivi. Ci saranno quattro maxischermi e la capienza varierà a seconda dell’evento: 5.300 spettatori per il basket, fino a 7 mila per i concerti».
A bordo campo, per il primo allenamento della squadra, anche il presidente Robeto Allievi: «Voglio trasmettere la mia emozione di presidente della società che ha realizzato questa struttura. Nel 1974, l’inaugurazione del Pianella diede inizio a un’avventura sportiva straordinaria».
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