Cantù, il nuovo logo essenziale e moderno: «Ci proietta nel futuro»
Basket Serie A Il simbolo richiama i successi europei e altri aspetti della canturinità. Grande attesa per il lancio della campagna abbonamenti
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Un nuovo logo per lanciarsi nel futuro, senza dimenticare la storia e il passato. Un logo che abbraccia e caratterizzerà tutte le componenti sportive e organizzative legate a Pallacanestro Cantù: Progetto Giovani, Minibasket, Cantù Next e Cantù Arena. Presente e passato sui mischiano, senza sovrapporsi, anzi lasciando a ognuno libertà di colore ed espressione.
Le linee guida di Allievi
Non è soltanto un nuovo logo, quello lanciato da Cantù nei giorni scorsi, ma è anche un ponte, anche con i tifosi e le aziende che sostengono il club. Ne è convinto il presidente Roberto Allievi che, nella sua vita, di immagini, simboli e nuove grafiche ne ha visti passare parecchi: «È un logo che mi entusiasma – ha detto il numero 1 di Pallacanestro Cantù –, innanzitutto perché dà una visione identitaria di Cantù: c’è la scritta “Cantù”, il nostro anno di fondazione 1936, la corona che rimanda ai nostri grandi successi europei: dà un’identità marcata a quello che siamo». Le linee guida? «Rappresenta tutte le nostre caratteristiche, abbiamo cercato un simbolo che unisse semplicità, che si leggesse con chiarezza, e che si prestasse anche a vari utilizzi. Penso che sia un logo che potrà essere applicato con semplicità sulle maglie, su tutti gli oggetti di merchandising che saranno prodotti. Sarà di semplice utilizzo, per esempio, anche per le aziende che ci sostengono e che vorranno veicolare la partnership con Pallacanestro Cantù».
Ben presto, sarà anche utilizzato per il lancio della campagna abbonamenti, che comincerà con la fase di prelazione lunedì 6 luglio: «Il logo sarà protagonista, assolutamente. E la nuova campagna abbonamenti sarà importante, perché si svilupperà su Desio e sull’Arena: è già possibile individuare il proprio settore nel nuovo palazzetto negli uffici di Cantù Next, poi si entrerà nel dettaglio con la scelta del posto».
«Vogliamo attaccare, non più difenderci»
Anche Antonio Munafò, anima del Pgc e del Minibasket, nonché consigliere di Pallacanestro Cantù, promuove il nuovo logo scelto nei giorni scorsi: «Ho pensato che il vecchio logo, bellissimo e a cui eravamo tutti affezionati, fosse quasi uno scudo, che ci è servito per affrontare le difficoltà che abbiamo avuto in questi ultimi anni. Questo nuovo logo, che è fondamentalmente un pallone da basket, manda un segnale del tutto opposto: vogliamo attaccare, non più difenderci. Torniamo a costruire, è qualcosa che ci proietta nel futuro. È un pensiero che ho avuto dopo averlo visto fatto e finito, ma mi dà proprio l’idea di un pianeta che vola per la nostra nuova storia».
«Con la scritta “1936”, la corona che rappresenta nostra storia europea e la nostra identità è il massimo che si potesse chiedere alla nostra media house che l’ha concepito»
Una riflessione quasi filosofica, ma anche molto concreta: «A me piace perché cercavamo qualcosa di essenziale e contemporaneo, ma che fosse anche profondamente canturino. Con la scritta “1936”, la corona che rappresenta nostra storia europea e la nostra identità è il massimo che si potesse chiedere alla nostra media house che l’ha concepito». Inevitabile il rimando alle “sue” realtà, Pgc e Minibasket: «Potendolo declinare alle nostre anime del settore giovanile, mi piace ancora di più. Ci presentiamo insieme a Pallacanestro Cantù, uniti anche nell’immagine: siamo tutti della stessa famiglia. Il messaggio che diamo non è banale: un bambino di 5 anni deve sentirsi parte del Minibasket, ma anche di Pallacanestro Cantù. Sarà uno strumento per raccontare i novant’anni anni della storia nostra e di Cantù: la pallacanestro è un bene comune, Questo logo aiuta a raccontarci meglio».
Le sorprese non sono ancora finite a quanto pare: «Lo vedremo declinato in tutta la “canturinità”, quindi anche su legno, merletto, su tutti i simboli della laboriosità del territorio».
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