Cesc: «A Como c’è passione. Paz? Tra noi grande fiducia»
Il mister. «Dopo la prima in A abbiamo capito che il livello andava alzato. Contro il Milan ho sbagliato, ma non mi piace chi massacra al primo errore»
Lettura 2 min.Como
Una stagione da rivivere attraverso tante immagini significative. E il tecnico del Como ha ripercorso alcuni di questi momenti, a corredo di uno speciale trasmesso da Sky Sport improntato proprio sugli istanti più importanti di questo campionato.
Parole che hanno rivelato anche le sensazioni profonde vissute da Fabregas. Come quelle, per esempio, a Cremona, negli istanti in cui si attendeva il fischio finale della partita del Milan, istanti che Cesc ha scelto di vivere da solo, isolandosi dal gruppo.
«Perchè questi sono momenti difficili da gestire - spiega - Volevo stare tranquillo, senza urla o tensioni intorno. L’allenatore vive una solitudine enorme in certe situazioni, mi sto abituando. Deve prendere tante decisioni e spesso resta solo con sé stesso. Però – racconta – quello è stato uno dei momenti più belli della mia carriera nel calcio».
Una avventura, quella nel Como, che lo aveva sorpreso fin dall’inizio, dal momento del suo arrivo come calciatore: «Non mi aspettavo tutta quella gente, è stata una bella sorpresa. Io venivo qui spesso in vacanza, ma non conoscevo davvero la realtà del Como. Quel giorno invece ho capito che qui c’erano passione per il calcio e cuore. Mi sono sentito subito nel posto giusto, perchè io sono come loro, passionale».
Nico e Baturina
Per arrivare fino al sogno Champions, un passaggio chiave è stato anche quello della prima gara in serie A, la pesante sconfitta per 3-0 in casa della Juve: «Assolutamente sì, in quel momento eravamo ancora una squadra molto da serie B. E quella partita ci ha fatto capire che dovevamo alzare il livello. Il presidente lo ha capito subito e abbiamo aggiunto giocatori come Nico Paz, Perrone, Kempf e Fadera. Poi da gennaio abbiamo cominciato a spingere di più».
E quest’anno invece, con la Juve si è vinto due volte. Memorabili entrambe, il primo 2-0 in casa è stato un segnale fortissimo, con un significativo abbraccio finale a Nico Paz. «Quella vittoria è stata top, un’immagine bellissima. Nico ci ha fatto crescere più velocemente, mi ha emozionato tante volte. Lui è cresciuto tantissimo, tra noi c’è un rapporto di fiducia importante». Emozione anche per il gol di Baturina contro il Bologna: «Martin è un giocatore forte, forse per colpa mia non aveva avuto tante occasioni fino a quel momento. Quel gol ha cambiato qualcosa, per lui e per noi. E’ stato un momento bellissimo».
Le emozioni
E tra i momenti più belli ricorda anche l’incontro con il Papa, in Vaticano, «un momento molto felice per me e la mia famiglia, lo desideravamo tanto. Per noi è stato qualcosa di speciale perchè siamo molto credenti».
Come speciale è stato l’ultimo “cerchio magico” con i suoi giocatori a Cremona: «Un momento molto personale. Mi hanno emozionato tante volte durante l’anno, per il coraggio, per la mentalità, la voglia e la qualità».
Un passaggio anche sulla lite con Allegri e l’espulsione contro il Milan: «Ho sbagliato e l’ho detto subito. Quando sbagli bisogna imparare, ma non mi piace questa cultura del massacrare qualcuno al primo errore».
In quanto alla possibilità che possa lasciare il Como: «L’anno scorso si è parlato tanto, ma io non ho detto niente. Non serve parlare troppo. Io qui sono felice».
© RIPRODUZIONE RISERVATA