Cesc zittisce tutti

Analisi Le mosse di Fabregas valgono la Champions. Criticato perché giovane, tacciato di arroganza: alla fine il tecnico ha avuto ragione su tutta la linea. Il Como ha sempre giocato un calcio bello da vedere, ottenendo un risultato storico e meritatissimo sul campo

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Como

Il signore con la barba che avete visto esultare l’altra sera con le mani al cielo, lanciato in aria dai suoi ragazzi, diventerà uno dei più grandi allenatori nel prossimo futuro. Ne siamo sicuri, perchè se in poco meno di quattro anni il Como è passato dalla Serie B alla Champions, buona parte dei meriti è proprio di quel signore lì seduto in panchina, che ha saputo portare in Italia una cultura nuova, dimostrando a tutto il mondo l’importanza dell’analisi, dell’approfondimento, del lavoro.

Fabregas è unico. In tutto. E chi ha la fortuna di conoscere Cesc lo sa perfettamente: sempre sorridente, disponibile, attento. Non lascia nulla al caso e ascolta tutti con interesse, consapevole che ogni consiglio può essere prezioso. E lasciatecelo dire, anche con noi giornalisti è stato sempre chiaro, con una comunicazione diretta che non ha lasciato spazio a retorica o giri di parole inutili. Ogni conferenza stampa è stata una masterclass sul “Fabregas pensiero”, quello che ha portato il Como a entrare nell’olimpo del calcio.

Oltre le critiche

Lo ha detto decine e decine di volte: «Se devo perdere, voglio farlo così». Alla fine ha vinto, a modo suo, mettendo a tacere una volta per tutte le accuse subìte negli ultimi due anni: arrogante, presuntuoso, troppo giovane, spregiudicato. Ne abbiamo sentite davvero di ogni, ma adesso un lungo silenzio cala sulla testa di chi ha preferito fare il furbo, difendere gli interessi degli amici, fingere di non vedere la crescita di questo Como aldilà del risultato.

Fabregas ha proposto un’idea di calcio in continua evoluzione. Non si è fossilizzato sui suoi concetti, ma ha fatto tesoro di tutti gli insegnamenti ricevuti da diversi allenatori, che non perde mai occasione per citare e ringraziare. Dopo ogni partita ha chiesto pareri e opinioni per poter migliorare. Ha saputo essere umile nel suo ruolo, nonostante un passato da calciatore che parla da solo per lui. È sempre risultato credibile, empatico con i suoi ragazzi, che lo considerano un padre.

Bello da vedere

Il suo Como ha fatto scuola. Il ruolo di Butez, la compattezza della difesa, i movimenti dei centrocampisti, la profondità di Douvikas. Uno spartito che ha prodotto una musica meravigliosa per gli occhi. Nella vittoria, nei pareggi e nella sconfitta. Il Como ha sempre giocato bene, in ogni campo, contro ogni squadra.

Ha dimostrato di avere un piano A, B, C e D. E quando gli avversari l’hanno bloccato ha trovato quelli E, F e G. Con le sue idee, ogni giocatore è riuscito a performare al massimo, tant’è che per i furbetti che vogliono far passare questa straordinaria annata come un atto dovuto per gli investimenti fatti, bisogna sempre ricordare che il Como ha speso sì tanto, ma non ha sprecato nulla. Tutti hanno aumentato il loro valore sul mercato e questo è stato possibile grazie a un contesto che ha trasmesso fiducia, credibilità, basato su linee guida chiare. Fabregas ha incarnato tutto ciò che si avvicina di più al concetto di “cultura”, perché ha indotto alla riflessione, a cercare di capire cosa fa e come lo fa.

La speranza è di vederlo alla guida del Como ancora per tanto tanto tempo. Intanto, grazie Cesc. Tutto quello che stai facendo per questa squadra e per la città non verrà mai dimenticato.

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