Champions di provincia: la favola Como e i paragoni con il passato
ANALISI Dal Parma di Ancelotti all’Atalanta di Gasperini: tante piccole realtà sono arrivate nell’Europa che conta. Ma il caso dei lariani può essere considerato un unicum nel panorama nazionale per i tempi rapidissimi di crescita
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Ormai ci siamo. Domani sera inizia la favola: “C’era una volta il Como, che dopo anni tra Serie D, Serie C e fallimenti, riuscì nell’impresa di tornare in Serie A e qualificarsi in Champions League nel giro di due stagioni”. Bella premessa vero?
Difficile credere che sia vero, che questa non sia una storiella inventata per mandare a letto i bambini la sera. Eppure quel momento è arrivato, il Como è pronto al debutto, a schierarsi in campo con il telone della Uefa pronto a essere sventolato e con in sottofondo quella musichetta che fino a qualche anno fa non si poteva simulare nemmeno giocando alla playstation.
Un unicum nella storia del calcio italiano? Forse sì, forse no. Nel senso che sì, in passato ci sono state squadre di provincia capaci di qualificarsi nell’Europa dei grandi, ma no, nessuna può essere davvero paragonabile al Como per il percorso fatto in così poco tempo. Riavvolgiamo allora il nastro per vedere le altre squadre italiane capaci di arrivare a un traguardo così importante.
L’Atalanta di Gasperini
Vuoi perché è stato il caso più recente, vuoi per la vicinanza territoriale, vuoi per le somiglianze nello stile di gioco, l’Atalanta di Gasperini è stata la squadra più paragonata al Como per quanto riguarda l’impresa Champions.
L’ascesa dei nerazzurri è iniziata con l’era Percassi, il presidente che ha portato la squadra dalla Serie B alla massima competizione europea nel giro di nove stagioni. Un po’ come nel caso del Como, il cambio di proprietà ha portato frutti nemmeno lontanamente sperati, con la valorizzazione di tanti giovani, nuovi modelli di business e un progetto tecnico credibile sotto la guida di un allenatore moderno e rivoluzionario. L’Atalanta non è stata una meteora, ma ha avuto un impatto subito importante in Champions, raggiungendo i quarti di finale nella stagione del debutto. Anche il Como può sperare in un risultato subito così importante?
L’Udinese degli anni d’oro
Un altro caso di piccola realtà qualificata in Champions è stato l’Udinese. Dopo il 4° posto ottenuto in Serie A nella stagione 2004/05 con Spalletti, l’Udinese allenata da Cosmi superò il turno preliminare contro lo Sporting Lisbona.
Poi, nel 2011 e nel 2012, sotto la gestione di Guidolin, i bianconeri ottennero l’accesso ai play-off per due anni consecutivi, venendo però eliminati in entrambe le occasioni.
Il Parma di Tanzi e Ancelotti
Altro salto indietro nel tempo per citare il Parma della stagione 1997/98 guidato da Ancelotti. Il patron di allora era Calisto Tanzi, già fondatore della Parmalat, che riuscì a portare in città due Coppe Uefa, una Coppa delle Coppe e una Supercoppa Uefa.
Qualificatosi in Champions per la prima volta nella sua storia grazie al secondo posto in Serie A nel 1996/97, il Parma superò al turno preliminare i polacchi del Widzew Łódź. Concluse poi il girone in seconda posizione con 9 punti. All’epoca, però, si qualificavano ai quarti di finale solo le prime classificate e le due migliori seconde dei sei gironi; il Parma fu eliminato per una peggiore differenza reti o punteggio rispetto ad altre seconde.
Il “Chievo dei miracoli”
Arriviamo al “Chievo dei miracoli”, la squadra di un piccolo quartiere di Verona di circa 4.500 abitanti che, alla sua prima storica apparizione in Serie A nel 2001/2002, sconvolse le gerarchie del calcio italiano, classificandosi quinta in campionato al debutto da neopromossa. Poi, nel 2006, il Chievo riuscì a giocare i preliminari di Champions League in seguito alle sanzioni di Calciopoli. Qui le similitudini con il Como possono esserci, perché i lariani al ritorno in A dopo tanti anni si sono qualificati decimi, e la stagione successiva subito quarti.
Le “scudettate”
Nell’elenco delle squadre di provincia qualificatesi nell’allora Coppa dei Campioni, ci sono ovviamente anche quelle che, nel corso della loro storia, hanno vinto almeno uno scudetto. È il caso di Torino, Genoa, Verona, Sampdoria e Cagliari, che si sono affacciate alla massima competizione europea con il tricolore sul petto, dunque non da outsider come il Como. Poi c’è il caso del Bologna che sì, arrivò in Coppa campioni nel 1964/65 da campione d’Italia, ma non va dimenticata l’impresa di Thiago Motta di tre stagioni fa, sessant’anni dopo l’ultima volta grazie al quinto posto nell’annata 2023/24.
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