Un concerto azzurro: Paz, gol senza festa
e la dedica a de Miguel
Partita storic a Lo stadio caldo dei francesi non ha certo intimorito la squadra azzurra. L’argentino ha voluto regalare un pensiero al collega morto durante una partita
Lo stadio di Lens è sovradimensionato, per la città. Ma è pieno e caldo. Non è lo stadio solo per i cittadini, sembra più un punto di riferimento per tutta la zona, particolare e orgogliosa della sua estrazione operaia. Sui muri compaiono grandi e giganteschi murales che raccontano l’orgoglio di questa terra e di questi tifosi.
Settore ospiti come spazio avulso
Un po’ come in Italia succede a Cesena e a Udine, dove le squadre rappresentano quasi più la regione che la città e vera e propria. Coreografie in curva e distinti, mentre i tifosi del Como sono lassù, in piccionaia, uno spicchietto lateralissimo e verticale che fa sempre più riflettere come negli stadi moderni il settore ospiti sia sempre una specie di spazio avulso, staccato, indesiderato.
Il Como si inventa una nuova tuta, con fascia bianca orizzontale. La fantasia agli stilisti non manca.Ma nemmeno ai giocatori, vista la razza di partita che riescono a imbastire. Douvikas non riposa e per fortuna. Segna un gol di rapina, come a Udine, anticipando Ramon, ne segna un altro alla fine di una azione meravigliosa, da playstation. E come sempre ha la faccia un po’ così, esulta ma con pacatezza, come se fosse tutta una cosa normale. Lui, abituato ai mari della Grecia, non ama il freddo e infatti è l’unico giocatore del Como con i guanti. Tra i due gol c’è il rigore dato e tolto al Lens (eh, questo Como favorito...), e ci si chiede se servano 4’ a capire che la palla è finita sul petto e non sul braccio di Caqueret.
Gol come alla Playstation
E poi c’è la capocciata di Kempf con Ivanovic, tronata tremenda, dalla quale il tedesco esce come se nulla fosse, guardando verso la tribuna come se dicesse «Non penserete che questa botta mi abbia scalfito...», mentre il rivale esce con un bernoccolo che sembra quello dei cartoni animati. Avete detto Playstation? Il terzo gol è un’azione pazzesca chiusa da Nico Paz, che però non esulta, corre in panchina a prendere una maglia dedicata a Jesus de Miguel, il calciatore morto in uno scontro di gioco. Intanto dallo spicchio dei tifosi del Como si ode un «Como Como» che si erge tra i cori giallorossi. Chissà lassù, nello spicchio, come si sono divertiti. E poi quattro cinque, sei, sette, otto! Papaccioli commuove. Fa tenerezza, invece, Aguilar quando segna il 7-1 ed esulta...
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