Como ti cambio. Fabregas, il momento del turnover
L’analisi Le mosse dell’allenatore azzurro nelle undici partite tra Italia ed Europa. Infortuni e impegni ora impongono le rotazioni. Le ha sempre fatte solo a centrocampo
Lettura 2 min.Il famoso turnover è arrivato. Ve ne sarete accorti. Contro il Sassuolo, pressato da impegni ravvicinati e infortuni a ripetizione, Fabregas ha fatto scelte un po’ particolari nella formazione di inizio del Como. Ricorrendo a Ricci e Kambwala, settori in cui gli infortuni non c’entrano nulla: uno al posto di Ramon (che non aveva mai rifiatato: poteva farlo a Firenze ma è stato chiamato in causa subito al posto di Chalobah infortunato), l’altro al posto di Milla.
Dunque ok gli infortuni, che costringono a scelte particolari anche sugli esterni, ma qui è fondamentalmente un problema di energie da gestire. Materia sulla quale Fabregas, lo ha detto più volte, deve studiare. Una novità per lui, per i giocatori, per il club.
Il turnover è saltato fuori adesso e non è un caso, vista la raffica di partite di fila che deve affrontare la squadra. Ma visto ce ci siamo è interessante vedere come sin qui Fabregas ha gestito la situazione nei cinque reparti in campo. Vediamoli.
Portieri
Capitolo a parte rispetto alla difesa. Fabregas cercava due portieri a uguale livello, perché convinto che la concorrenza faccia bene e che far giocare un portieri 40 partite non faccia bene al titolare stesso. Accenno di turnover con Sanchez schierato a Rotterdam, dunque in una partita importante. Ma alla fine il bilancio dice 9 partite Butez e 2 Sanchez (l’altra da titolare il portiere spagnolo l’ha giocata in serie A contro il Parma).
Difesa
Qui abbiamo avuto sinora molte certezze. Couto, Ramon, Chalobah e Valle sono la linea titolare. Con Kaiki che è la prima alternativa a sinistra e forse sta mettendo la freccia. E Kempf che è un’ottima, ma davvero ottima alternativa a uno dei due centrali. Couto ha giocato titolare 9 volte, Ramon 9, Chalobah 8, Valle 8. Qui di turnover nel abbiamo visto poco. Smolcic a destra è stato chiamato in causa due volte, una in Champions a Rotterdam.
Centrocampo
Qui è il reparto dove Fabregas ha fatto un vero turnover. Inteso come rotazione dei titolarissimi. In 3 partite Perrone-Milla (Udinese, Feyenoord e Manchester United); in 4 partite Da Cunha Milla (Napoli, Lipsia, Frosinone, Fiorentina); in 3 partita Da Cunha-Perrone, cioè la coppia dello scorso anno (Genoa, Parma, Roma) mentre sabato hanno giocato Ricci-Perrone. Qui va detto che lo spostamento di Da Cunha sull’esterno ha cambiato le rotazioni. Ma non è un mistero che Milla-Da Cunha-Perrone siano tre titolarissimi e che Fabregas li debba ruotare anche per questione di equilibri morali.
Trequartisti
Qui hanno dettato la linea gli infortuni. Che hanno preceduto i tempi di quando Fabregas sarebbe stato costretto a fare rotazioni (cioè adesso). Partito con il trittico Diao-Paz-Baturina usato 5 volte nelle prime 6 partite (Rodriguez al posto di Diao all’esordio a Udine), poi è cominciata la bambola della mescola.
Caqueret due volte a sinistra (Roma e Fiorentina) e una volta sotto punta (Sassuolo), Kaiki una volta a sinistra (Feyenoord), Liberali a destra 1 volta (Firenze), Da Cunha due volte a destra. Una girandola in cui hanno influito gli infortuni di Diao, Rodriguez, Liberali e Addai. Tutti esterni.
Attaccanti
Qui c’è poco da fare turnover: gli attaccanti sono due, e Kean non sta bene. Moise ha giocato titolare solo contro il Parma poi 9 volte Douvikas e una senza punta a Rotterdam.
Douvikas sta tirando la carretta ma verrà il momento anche di Kean, forse già pronto per Torino.
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