Il digiuno è finito, da oggi la Como Cup: si torna al Sinigaglia

IN CAMPO Dopo 70 giorni i tifosi di nuovo allo stadio: torneo con Crystal Palace, Villareal, Lens, Famaliçao e Alula. Partite di 45 minuti nel primo turno, domani gli azzurri. Curiosità per il campo allargato e i Distinti senza barriere

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Como

La Como Cup torna oggi con la sua seconda edizione e alza il livello. Sei squadre, sei Paesi e cinque giorni costruiti attorno al calcio, ma anche al rapporto sempre più stretto tra il club, la città e il lago. Il torneo, che occupa il centro della preparazione fisica lariana, arriva dopo il test con il Paris Fc (2-2).

Il Como, 70 giorni dopo l’ultima partita davanti ai propri tifosi (contro il Parma, penultima di campionato), affronterà domani AlUla e Villarreal e capirà solo dopo il match con gli spagnoli se il suo secondo impegno sarà venerdì, in una finale di piazzamento, oppure sabato per la finalissima. Ad agosto arriveranno poi le trasferte inglesi contro Arsenal e Liverpool.

È un salto di scala evidente rispetto al debutto del 2025, quando le partecipanti erano quattro e la manifestazione aveva ancora il carattere dell’esperimento.

Esordio della nuova maglia

Cesc Fàbregas ha sempre cercato avversari capaci di garantire intensità e la scelta delle partecipanti va in quella direzione. Il Crystal Palace arriva dal primo successo europeo della propria storia, il Lens da una stagione chiusa al secondo posto in Francia e con la Coppa nazionale, il Villarreal dalla qualificazione alla Champions League. Famalicão e AlUla (che rafforza una partnership già avviata con il club lariano) non vorranno essere dei semplici sparring partner. Il Como difende il titolo conquistato dodici mesi fa. La prima edizione si chiuse con il 3-0 all’Ajax nella finale del 27 luglio: segnarono Nico Paz, Martin Baturina e Tasos Douvikas. Lì, forse, si capì per la prima volta che la squadra poteva essere pronta per grandi traguardi. Fu un torneo riuscito anche nell’atmosfera, con tifosi arrivati dall’estero, iniziative in città e lo spettacolo di droni dopo le premiazioni. Ma il salto del 2026 racconta la volontà di trasformare un appuntamento estivo in una vetrina stabile e non soltanto sportiva.

Per il Como sarà però soprattutto un banco di prova importante. Mancheranno ancora Paz, Baturina e Diao, reduci dal Mondiale. Ci sarà quindi spazio per i nuovi arrivati, per chi deve mettere minuti nelle gambe e per i giovani già osservati nell’amichevole contro il Paris Fc (Cuenca, Lahdo, Cassano e Rispoli). La formula compressa, con due partite da 45 minuti nella stessa serata, obbligherà lo staff a distribuire con attenzione uomini e carichi di lavoro. Debutterà anche la nuova maglia da gioco, firmata per il secondo anno da Adidas e presentata domenica ai tifosi.

Le iniziative collaterali

Intorno alle partite tornerà il Fan Village, parte del programma di «Football on the Lake», pensato per allargare l’evento a famiglie, turisti e visitatori. Iniziative gratuite già da oggi in piazza Cavour a Como e poi tutti i giorni fino a sabato, sempre dalle 10 alle 18: tornei di calcio, ping pong e calcio balilla, giochi per bambini e tanto altro.

Il club – per non far mancare nulla – ha affiancato al torneo anche pacchetti soggiorno di tre o sei notti, in versione standard o luxury: si parte da 490 euro a persona e si arriva ai 5.840 euro della proposta più esclusiva. Un’offerta che chiarisce l’ambizione del progetto: non limitarsi a vendere un biglietto, ma proporre il torneo come porta d’ingresso alla città e al territorio.

Resta da misurare la risposta delle tifoserie straniere e del pubblico comasco. Lo scorso anno Ajax e Celtic portarono gruppi riconoscibili e non mancarono piccoli momenti di tensione: alla vigilia è difficile però quantificare gli arrivi oltreconfine.

La certezza è che, per il Como, la Como Cup sarà molto più di una parentesi estiva: il primo vero passaggio casalingo verso una stagione durissima, tra Serie A e Champions League.

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