È già l’ora di Kean? Lui sa come si fa
Focus Con 24 presenze, 5 gol e un assist, l’attaccante italiano è tra i più esperti della rosa in campo europeo. Molti giocatori saranno invece all’esordio assoluto in Champions: per loro prevista una maglietta speciale
Lettura 2 min.Como
Una domanda sorge spontanea: è già arrivata l’ora di Kean? Allora, lo abbiamo sottolineato tante volte. La Champions è una competizione a parte rispetto a qualsiasi altra, nel senso che per poter fare bene non basta la qualità della rosa, ma occorre anche quel mix di esperienza, furbizia e visione tipica di chi ha già avuto modo di essere protagonista sul palcoscenico europeo.
Ecco, Kean è il giocatore che nel gruppo squadra del Como rappresenta una garanzia sotto questo punto di vista, potendo vantare esperienze passate di alto livello. Moise ha esordito in Champions League all’età di 16 anni e 268 giorni (il 22 novembre 2016 con la maglia della Juventus) e a oggi, con 24 presenze, 5 gol e un assist è il giocatore che, almeno sulla carta, potrebbe meglio adattarsi a una sfida importante come quella di domani.
Le esperienze passate non solo in maglia bianconera ma anche al Psg sono state una palestra per lui. E anche se Fabregas dopo la prima comparsata con il Genoa ha voluto sottolineare che all’attaccante italiano serve ancora tempo per poter capire tutti i meccanismi del suo gioco, non è escluso che Cesc possa puntare subito sul suo nuovo bomber, proprio alla luce di quell’abitudine a giocare grandi partite che potrebbe fare la differenza.
Gli altri
Guardando infatti al resto della rosa, solo pochi altri giocatori hanno avuto modo di conoscere le pressioni tipiche delle notti europee. Tra questi c’è sicuramente Baturina, che negli anni alla Dinamo Zagabria ha registrato 13 presenze in Champions con 2 reti e un assist. Poi c’è Chalobah, 17 presenze con il Chelsea e un gol, con 1183 minuti giocati che lo rendono il più esperto della squadra. Mentre Couto è sceso in campo 15 volte con il Borussia Dortmund, segnando una rete. Per molti altri invece – come ad esempio Ramon, Nico Paz, Butez, Valle e Sanchez - solo apparizioni sporadiche, con minutaggi davvero troppo bassi per poter parlare di abitudine ad affrontare partite in quel tipo di contesto.
Esordienti
All’esordio ufficiale saranno invece Kempf, Kaiki Bruno, Smolcic, Perrone, Ricci, Da Cunha, Milla, Liberali, Diao, Rodriguez e Douvikas. Per tutti questi profili sarà dunque l’occasione di vivere uno dei momenti simbolicamente più importanti nella loro carriera con la maglia del Como.
Una maglia che, curiosità, per loro prevederà un dettaglio particolare. La Uefa infatti ha deciso di introdurre a partire da questa edizione della Champions un distintivo sulla manica per i calciatori esordienti, in occasione della loro prima presenza assoluta nella competizione. Il “Debut Patch” potrà essere utilizzato una sola volta: nella partita in cui il calciatore farà effettivamente il proprio ingresso in campo per la prima volta in Champions League. La regola riguarderà quindi anche chi esordirà entrando dalla panchina durante la gara.
Insomma, per chi l’ha già vissuta, per chi l’ha solo assaggiata e per chi invece deve ancora scoprirla, la Champions rappresenterà per tutti un’opportunità incredibile. Quella di farsi conoscere ai massimi livelli del calcio, portando l’identità del Como su un piano nuovo, un piano altissimo, da far venire le vertigini. Questo è innanzitutto il grande compito di Fabregas. Vedremo se riuscirà a realizzarlo affidandosi a chi ha più esperienza oppure puntando su qualche scommessa.
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