Fabregas: «Non siamo normali. In due anni i risultati previsti dopo sei»
DOPO ARSENAL-COMO «Un anno fa dominati dal Barcellona, stavolta no. Passo avanti importante. Affronteremo gente arrivata in finale ai Mondiali, dobbiamo abituarci. Siamo stati grandi, ora ci aspetta questo»
Lettura 2 min.Inviato a Londra
E’ arrivato nella sala stampa dell’Emirates davanti a una nutrita platea di giornalisti londinesi che gli hanno dato il bentornato. Ma niente mozioni del cuore, sono inglesi non italiani, dunque le cose strappacuore non fanno per loro. In buona sostanza nessuna domanda sul suo ritorno qui, in quello che per tre anni è stato il suo stadio. Prima del match Fabregas aveva detto: «È stata una sensazione incredibile tornare in quello che è stata la mia casa per tanti anni, in un momento così importante della mia crescita».
La partita
Ma parliamo della partita. Cosa è piaciuto e cosa non è piaciuto? «Ragazzi, non è normale venire a giocare qui, in questo stadio, davanti a giocatori di questo livello. Dunque stasera sono molto soddisfatto della personalità dei miei ragazzi, che sono molto giovani, ma che non si sono fatti intimorire. Ho visto coraggio e personalità. Nessuna paura. Faccio il paragone con lo scorso anno, dove in una occasione simile andammo a perdere largamente con il Barcellona. Stavolta è andata diversamente. E lo considero un passo avanti importante. Poi potremo dire che non abbiamo giocato sempre da Como, stasera, ma lasciatemi dire che ci sta».
«Nuova realtà»
Ecco, c’è qualcosa che non l’ha soddisfatta? «Noi stiamo partendo da zero. Siamo cresciuti velocemente, ma adesso affrontiamo una nuova realtà giochiamo contro gente che ha fatto la finale mondiale, gente di altissimo livello. Avversari che sanno come eludere il tuo pressing alto con due mosse, avete visto come sono venuti fuori? Abbiamo sofferto un po’, ma dobbiamo imparare a leggere le microfasi di ogni partita in cui ci sarà da soffrire e noi stasera lo abbiamo fatto bene. E alla fine potevamo anche vincere la partita. Ai ragazzi ho detto: siete stai grandi ad arrivare a questo livello però adesso è quello che ci aspetta». Prepariamoci perché dovremo abituarci al fatto che i giornalisti stranieri gli domanderanno spesso del progetto Como e a lui toccherà ripetere all’infinito cose che noi sappiamo già: «Per voi è pre-stagione, per noi è storia essere qui. Se vi dico dove eravamo due anni e mezzo fa, non ci credereste. Non ci credereste, fidatevi. Quindi la crescita è grande, è troppo veloce, troppo veloce. Non molto veloce: troppo veloce. Avevamo pianificato di arrivare qui in sei anni, l’abbiamo fatto in due anni e mezzo. Quindi dobbiamo accettarlo. E dobbiamo andare avanti, dobbiamo continuare a crescere e continuare a far crescere questi giovani».
La squadra
Sulla squadra: «Oggi, nella prima formazione, c’erano diciannovenni, ventenni, ventuno, ventidue, ventitré… praticamente il novanta per cento della rosa è una squadra under 21, e poi nella ripresa altri quattro o cinque. Alla fine della giornata devi dare loro fiducia. Devi mandarli qui oggi, e abbiamo preparato la partita, e continueremo a preparare le partite, certo, ma si tratta di come riescono a gestire le emozioni di venire all’Arsenal, all’Emirates, e di esprimersi».
Chalobah
Sul nuovo acquisto Chalobah: «Ha iniziato tre giorni fa, ed è entrato in un momento difficile, in un contesto difficile, tutti che lo fischiavano. Quando è entrato abbiamo cambiato praticamente la squadra con cui avevamo fatto più minuti sinora. Quindi è entrato con tanti giovani, è entrato con giocatori nuovi, che sono appena arrivati. Ha fatto una buona prestazione in termini di personalità: ha tenuto palla quando doveva tenerla, è stato forte nei duelli, è stato vocale, ed è per questo che l’abbiamo preso».
Sull’Arsenal
Gli hanno chiesto dell’Arsenal: «Complimenti al club in generale, a partire da sette-otto anni fa quando hanno iniziato questo progetto, perché quello che vedi ogni giorno nel calcio, quello che ha fatto l’Arsenal, specialmente nei momenti difficili, non esiste. L’ho detto ad Andrea quando sono venuto l’anno scorso in Champions… e complimenti a tutto il club per la pazienza, per essere rimasti uniti, per essere rimasti fedeli al piano». «Io sono molto fortunato a essere in un progetto, ovviamente di livello molto più basso, più basso per la storia, per tutto, ma stiamo cercando di guardare un po’ alla stabilità che ha avuto l’Arsenal, ai valori, alla cultura che stanno portando».
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